Cronaca

Mantovano a Vienna: Italia in prima linea contro il fentanyl

9 marzo 2026, 16:04 5 min di lettura Fonte: Forze dell'ordine
Mantovano a Vienna: Italia in prima linea contro il fentanyl Immagine generata con AI Venezia
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Italia leader nella lotta globale alle droghe

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha partecipato a Vienna all'apertura della 69ª sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite. Durante la missione, Mantovano ha tenuto importanti colloqui bilaterali con i vertici antidroga di Stati Uniti e Unione Europea, ribadendo l'impegno dell'Italia nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione agli oppioidi sintetici come il fentanyl.

La presenza italiana alla CND sottolinea il ruolo attivo del Paese nelle strategie internazionali per la prevenzione e il recupero dalle dipendenze. Gli incontri hanno permesso di delineare nuove forme di cooperazione e di condividere le migliori pratiche, ponendo le basi per azioni congiunte più efficaci a livello globale ed europeo.

Cooperazione rafforzata con gli Stati Uniti contro il fentanyl

Uno dei momenti chiave della missione è stato il colloquio con Sara Carter, Capo dell’ONDCP (Office of National Drug Control Policy), l’ufficio per il controllo della droga della Casa Bianca. I due rappresentanti hanno espresso profonde preoccupazioni per i crescenti traffici internazionali di oppioidi sintetici, in particolare il fentanyl, una sostanza estremamente pericolosa e con effetti devastanti sulla salute pubblica.

Mantovano e Carter hanno concordato di intensificare la cooperazione nella prevenzione e nel contrasto a questo tipo di traffico e ai suoi precursori chimici. Basandosi sulla pluridecennale esperienza comune nella lotta al narcotraffico e al riciclaggio di denaro, sono stati definiti nuovi protocolli. Questi prevedono l'offerta di formazione specifica per le forze di polizia dei Paesi dell'America Latina che ne faranno richiesta, con un focus sul 'follow the money', ovvero il tracciamento dei flussi finanziari illeciti legati al traffico di droga.

L'incontro ha anche evidenziato la necessità di promuovere iniziative congiunte di comunicazione efficace, destinate soprattutto agli adolescenti. L'obiettivo è sensibilizzare i giovani sui rischi legati all'uso di queste sostanze, fornendo informazioni chiare e basate su evidenze scientifiche. Il Sottosegretario Mantovano ha inoltre invitato la dottoressa Carter a visitare l'Italia per approfondire il modello italiano di trattamento delle dipendenze, che considera la rete delle comunità terapeutiche un pilastro fondamentale per il recupero e il reinserimento sociale, fondato sulla dignità della persona.

Dialogo con l'Unione Europea: prevenzione e recupero

Successivamente, Mantovano ha incontrato Lorraine Nolan, la nuova Direttrice esecutiva dell’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA). Durante il confronto, sono stati illustrati i significativi traguardi raggiunti dall'Italia sul fronte del contrasto alla diffusione di nuove sostanze stupefacenti, dimostrando l'efficacia delle politiche nazionali adottate.

È emersa una forte convergenza sulla necessità che l'Unione Europea sostenga un approccio che privilegi l'oggettività del dato scientifico, mettendo da parte condizionamenti ideologici. L'attenzione deve essere focalizzata sulle parole chiave 'prevenzione e recupero', considerate essenziali per affrontare la complessità del fenomeno droga. Questo approccio mira a garantire interventi basati su evidenze concrete, promuovendo strategie che tutelino la salute pubblica e favoriscano il reinserimento dei soggetti dipendenti.

L'Italia e la prevenzione del fentanyl: un modello virtuoso

La giornata di lavori si è conclusa con un evento collaterale organizzato dall'Italia, interamente dedicato alle misure di prevenzione contro l'uso improprio di fentanyl. L'iniziativa ha permesso di presentare l'esperienza italiana come un esempio proattivo e lungimirante nella gestione di questa minaccia emergente.

«Due anni fa siamo stati tra le prime Nazioni ad approvare un piano nazionale di prevenzione del traffico di fentanyl», ha dichiarato il Sottosegretario Mantovano. Ha sottolineato come l'Italia abbia agito con tempestività, prima che il fenomeno esplodesse nel Paese, dimostrando una capacità di anticipazione e una visione strategica nella tutela della salute dei cittadini.

La delegazione italiana ha evidenziato come i servizi di intelligence, le forze di polizia e l’Agenzia delle dogane abbiano intensificato i controlli sia sulle rotte tradizionali di traffico che sulla rete web. La conoscenza approfondita delle modalità di commercializzazione e dei sistemi di pagamento online è cruciale per contenere l'immissione di queste sostanze sul mercato illegale. Questo approccio integrato e multidisciplinare si è rivelato fondamentale per intercettare i traffici e smantellare le reti criminali.

Un esempio concreto di applicazione territoriale delle linee guida nazionali è stato presentato attraverso l'esperienza della Regione Veneto. Questa regione è stata illustrata come un modello virtuoso, capace di implementare efficacemente le direttive nazionali, dimostrando come la collaborazione tra istituzioni centrali e locali possa produrre risultati tangibili nella lotta alla droga e nella prevenzione delle dipendenze.

Il contesto globale e l'impegno italiano

La minaccia degli oppioidi sintetici, e in particolare del fentanyl, rappresenta una delle sfide più pressanti per la salute pubblica e la sicurezza a livello mondiale. Queste sostanze, estremamente potenti e spesso prodotte illegalmente, causano un numero crescente di overdose e decessi, come dimostrano le drammatiche statistiche in diversi Paesi.

L'Italia, attraverso l'impegno del Sottosegretario Mantovano e delle sue istituzioni, si conferma un attore chiave nel panorama internazionale della lotta alla droga. L'approccio italiano, che combina repressione del traffico, prevenzione mirata e un solido sistema di recupero basato sulle comunità terapeutiche, offre un modello di riferimento. La partecipazione attiva a forum come la CND e la cooperazione bilaterale con partner strategici come Stati Uniti e Unione Europea sono essenziali per costruire una risposta globale coordinata ed efficace contro un fenomeno che non conosce confini.

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