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Opposizioni unite su manovra bilancio Veneto

I gruppi di minoranza del Consiglio Regionale del Veneto hanno presentato oggi, martedì 24 marzo 2026, le loro proposte emendative alla manovra di bilancio per il triennio 2026-2028. La conferenza stampa si è tenuta nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini a Venezia.

Presenti i consiglieri regionali Giovanni Manildo (Partito Democratico), Elena Ostanel, Flavio Baldan (M5S), Rossella Cendron (Le Civiche Venete) e Nicolò Maria Rocco (Riformisti Veneti in Azione). L'obiettivo è proporre un cambio di rotta rispetto alle politiche attuali, con un'attenzione particolare alle nuove generazioni e allo sviluppo sostenibile.

Investire sui giovani: casa, lavoro e futuro

Un dato preoccupante emerge dalle dichiarazioni: dal 2011 al 2024, oltre 56.000 giovani hanno lasciato il Veneto. Per contrastare questa tendenza, le minoranze propongono una revisione del sistema fiscale. L'introduzione di un'aliquota IRPEF aggiuntiva per redditi superiori ai 50.000 euro potrebbe generare circa 210 milioni di euro.

Queste risorse sarebbero destinate a politiche abitative, con 25 milioni di euro per rigenerare il patrimonio ERP e sostenere il social housing. Si punta anche a ridurre le rette degli asili nido, con l'obiettivo di arrivare alla gratuità, e a incentivare l'occupazione giovanile attraverso l'azzeramento dell'IRAP per le nuove imprese. Un ulteriore stanziamento di 5 milioni è previsto per un contratto di ingresso destinato a mille giovani neolaureati e neodiplomati.

Transizione ecologica e sicurezza idrica al centro

La manovra emendativa include anche proposte concrete per la transizione ecologica e la tutela ambientale. Si prevedono 10 milioni di euro per il progetto ‘un kilowatt di energia rinnovabile per ogni cittadino veneto’ entro il 2030, con il sostegno ai comuni per l'installazione di impianti e la promozione dell'autoconsumo.

Ulteriori 15 milioni sono destinati al miglioramento della qualità dell'ambiente, dell'acqua e dell'aria, con un focus sul contrasto alle PM10 e ai Pfas. Non mancano 5 milioni per la progettazione di opere volte a garantire la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio.

Servizi sociali, salute e sicurezza: le altre priorità

Le proposte delle minoranze toccano anche altri settori cruciali. Per gli anziani e il sociale, si propongono 57 milioni per aumentare le impegnative di cura residenziale e 8 milioni per azzerare l'IRAP alle IPAB. Altri 3 milioni sono destinati agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS).

Particolare attenzione è dedicata alla salute mentale, con 10 milioni per rafforzare le strutture territoriali e i posti letto di neuropsichiatria infantile. Sul fronte della sicurezza, si richiedono 1 milione per la formazione della Polizia locale e 1 milione per la sicurezza sul lavoro. Infine, 18 milioni sono stanziati per incentivare il trasporto pubblico locale, con l'obiettivo di renderlo gratuito per gli studenti.

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