Un operaio di Malo ha patteggiato una pena di 22 mesi per la detenzione di migliaia di video e immagini pedopornografiche. La scoperta è avvenuta due anni fa durante un'indagine nazionale sul dark web.
Operaio patteggia pena per materiale pedopornografico
Un uomo di 45 anni, residente a Malo, ha raggiunto un accordo giudiziario. Ha accettato una pena di un anno e dieci mesi di reclusione. La pena è stata sospesa condizionalmente. L'uomo, identificato come R.C., ha evitato un processo più lungo. La decisione è stata presa presso il tribunale di Venezia. La procura distrettuale lagunare ha competenza su questi reati.
L'operaio era accusato di detenzione di materiale pedopornografico. Questo materiale era stato creato tramite lo sfruttamento sessuale di minori. Il magistrato ha contestato l'aggravante della notevole quantità. Si trattava di migliaia di file. Inclusi video e fotografie.
Indagine nazionale su contenuti illegali
I fatti risalgono alla primavera del 2024. La polizia postale di Catania ha individuato l'uomo. Questo è avvenuto nell'ambito di un'indagine più ampia. L'indagine riguardava la diffusione di contenuti illegali. Gli agenti si erano infiltrati in un'organizzazione. Questa usava il dark web per reclutare minori. Le immagini venivano scambiate o vendute. I server si trovavano in Paesi del Sudest asiatico. L'accesso richiedeva verifiche preliminari.
L'operazione ha portato all'identificazione di circa dieci utilizzatori in Italia. Provenivano da diverse regioni. La polizia ha risalito a loro tramite gli indirizzi IP. Questi erano i collegamenti alla rete.
Perquisizione e sequestro dei dispositivi
Durante l'operazione, le forze dell'ordine hanno perquisito l'abitazione del vicentino. Hanno sequestrato il suo computer personale. Sono state confiscate anche alcune memorie esterne. Un consulente del magistrato ha esaminato i dispositivi. L'analisi ha rivelato la presenza dei file illegali. L'uomo lavora per un'azienda dell'Alto Vicentino.
R.C. ha ammesso fin da subito le sue responsabilità. Ha dichiarato di aver scaricato il materiale. Ha affermato di non essere consapevole che la detenzione fosse vietata. Ha spiegato di aver visionato i filmati in un periodo di difficoltà personale. Ha anche riferito di aver seguito un percorso di recupero psicologico. Dopo due anni, ha scelto il patteggiamento.
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