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La Madonna con bambino e due putti, attribuita a Jacopo Sansovino, è stata restaurata all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. L'opera sarà visibile al pubblico fino al 30 settembre prima di tornare a Venezia.

Restauro completato e opera in esposizione

Un importante intervento di restauro ha interessato la scultura nota come Madonna delle Muneghette. L'opera, attribuita al maestro Jacopo Sansovino, è stata riportata al suo antico splendore presso l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La rassegna 'Caring for Art. Restauri in mostra' ospiterà il capolavoro dal 30 luglio al 30 settembre. Successivamente, la scultura verrà restituita alla sua sede originaria, l'Istituto di ricovero ed educazione di Venezia.

Tecniche innovative per un recupero completo

L'evento di presentazione dell'intervento si è tenuto questa mattina. Il restauro è stato reso possibile grazie al finanziamento della Fondazione Venetian Heritage. La scultura, ritrovata negli anni Settanta del secolo scorso, rappresenta un esempio unico della sperimentazione tecnica dell'artista. È stata realizzata utilizzando strati di tela, gesso e parti in cartapesta. Queste componenti sono state eseguite separatamente a calco e poi unite tramite modellazione diretta.

Problemi strutturali e soluzioni conservative

L'opera presentava notevoli problemi strutturali. Deformazioni e mancanze ne avevano compromesso la leggibilità. Per affrontare queste criticità, è stata necessaria la collaborazione tra diversi laboratori. Hanno lavorato insieme i settori dedicati alle sculture lignee policrome e ai materiali ceramici, plastici e vitrei. Le indagini diagnostiche del laboratorio scientifico dell'Opificio hanno fornito un supporto fondamentale. L'intervento ha permesso di recuperare la forza espressiva del gruppo scultoreo. Sono state preservate le tracce della sua complessa storia conservativa. Una pulitura accurata ha rimosso le alterazioni superficiali. Elementi mancanti sono stati ricostruiti tramite scansione e stampa 3D.

Recupero del movimento e integrazione delle lacune

Questi nuovi elementi, reintegrati con precisione, hanno consentito di ripristinare la corretta inclinazione dell'opera. Un innovativo sistema di sostegno interno garantisce ora la stabilità. La soprintendente dell'Opd, Emanuela Daffra, ha sottolineato l'interpretazione raffinata e umanissima del tema sacro. «Jacopo Tatti - ha spiegato - ci offre un'interpretazione insieme raffinata e umanissima del tema antico della Madonna con Bambino». La Vergine, nel suo gesto materno di protezione verso il figlio, guarda verso i fedeli. Per restituire questo movimento, è stato cruciale sostituire il supporto interno. Sono state risarcite le parti mancanti delle figure. Le lacune, che rivelano la particolare tecnica esecutiva, non sono state integrate per preservare la memoria storica dell'opera.

Un capolavoro tra arte e conservazione

La Madonna del Sansovino è un esempio eccellente di come l'arte possa dialogare con la scienza della conservazione. Il restauro non solo ha preservato un'opera di grande valore artistico e storico, ma ne ha anche svelato le peculiarità tecniche. La mostra a Firenze offre un'opportunità unica per ammirare questo capolavoro da vicino. Il pubblico potrà apprezzare la maestria di Sansovino e l'efficacia delle moderne tecniche di restauro. L'esposizione rappresenta un momento di celebrazione per l'arte e per l'impegno nella sua salvaguardia. La collaborazione tra istituzioni fiorentine e veneziane sottolinea l'importanza della tutela del patrimonio culturale nazionale.

Domande frequenti sulla Madonna del Sansovino

Dove è esposta la Madonna del Sansovino?

La Madonna del Sansovino è attualmente esposta al Museo dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dal 30 luglio al 30 settembre.

Chi ha finanziato il restauro della scultura?

Il restauro della scultura è stato finanziato dalla Fondazione Venetian Heritage.

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