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Mancano 1,6 milioni di lavoratori con competenze green in Italia, un deficit che ostacola la transizione ecologica. Le regioni più colpite sono Lombardia, Veneto e Lazio. Serve un patto nazionale tra scuola, formazione e imprese.

Competenze green introvabili nel mercato del lavoro

Le aziende italiane hanno un fabbisogno elevato di professionisti capaci di gestire tecnologie e prodotti sostenibili. L'anno scorso, la richiesta era di 3,4 milioni di figure specializzate. Tuttavia, quasi la metà di queste, precisamente 1,6 milioni, non è stata reperibile sul mercato. Questo dato rappresenta il 48,7% del totale delle necessità aziendali.

L'allarme è stato lanciato da Confartigianato attraverso un recente rapporto. I risultati sono stati presentati a Milano durante l'evento di apertura della 'Settimana per l'Energia e la Sostenibilità'. Questa iniziativa, organizzata dalla confederazione di artigiani e piccole e medie imprese, si svolge in tutta Italia dal 19 al 24 ottobre.

Regioni in affanno per la carenza di profili green

L'analisi regionale evidenzia un marcato squilibrio tra la domanda e l'offerta di lavoro nel settore delle competenze verdi. La Lombardia si posiziona al primo posto per difficoltà nel reperire personale qualificato. Su 613.660 lavoratori richiesti, ben 303.160 sono risultati difficili da trovare, corrispondenti al 49,4% del fabbisogno.

Segue il Veneto, dove su 297.610 entrate previste con competenze green, 162.350 sono state difficili da reperire, pari al 54,6%. Il Lazio registra 152.370 profili introvabili su 355.560 richieste totali (42,9%). L'Emilia-Romagna conta 147.650 professionisti mancanti su 281.650 posti (52,4%). La Campania segnala 132.800 figure introvabili su 299.630 entrate previste, con una percentuale del 44,3%.

Milano capofila per introvabilità di talenti green

A livello provinciale, Milano detiene il primato per il numero assoluto di professionalità green che risultano introvabili. Subito dopo si posizionano Roma, Napoli, Torino e Brescia. Queste aree urbane mostrano una forte concentrazione di aziende che cercano competenze specifiche per la transizione ecologica.

La difficoltà nel reperire personale qualificato rappresenta un ostacolo significativo per le imprese che desiderano investire in pratiche e tecnologie sostenibili. La carenza di talenti può rallentare l'innovazione e la crescita in settori chiave per il futuro.

Un appello per un patto nazionale per le competenze verdi

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha sottolineato la gravità della situazione. «La transizione ecologica offre straordinarie opportunità di lavoro», ha affermato. Tuttavia, «non siamo in grado di soddisfare queste necessità con le competenze necessarie. Rischiamo di perdere un'occasione irripetibile».

Granelli ha evidenziato come la sostenibilità non debba essere vista solo come un obbligo normativo. Deve invece essere considerata una «leva strategica per il futuro del Paese». Per affrontare questa sfida, è necessario un «grande patto nazionale». Questo accordo dovrebbe coinvolgere la scuola, il sistema della formazione, le politiche del lavoro e le imprese.

L'obiettivo è formare il capitale umano indispensabile. Questo permetterà di garantire una transizione green che generi occupazione, tuteli l'ambiente e potenzi la competitività delle aziende italiane. La collaborazione tra i diversi attori è fondamentale per colmare il divario di competenze e cogliere appieno i benefici della sostenibilità.

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