Un'iniziativa formativa congiunta tra Iusve e Avvenire mira a sviluppare un approccio critico all'informazione nell'era digitale e dell'intelligenza artificiale. Il progetto è rivolto a giovani e adulti che interagiscono quotidianamente con i media.
Un percorso per navigare l'era digitale
È stato lanciato un innovativo programma di formazione dedicato all'informazione responsabile. L'iniziativa si articola in otto tappe distinte. Ogni tappa presenta pacchetti di contenuti multimediali. L'obiettivo è far comprendere l'importanza dell'informazione come atto umano. Si vuole evitare la delega completa all'intelligenza artificiale. L'IA sta diventando sempre più pervasiva nella nostra vita.
Il progetto si intitola «Ci sto! Umani per scelta nell'era dell'IA». Prenderà il via a partire da giovedì 14 maggio. Il percorso si svilupperà settimana dopo settimana. È pensato specificamente per i giovani. Include anche chi li accompagna nel loro percorso di crescita. Si rivolge a docenti, genitori ed educatori. Sono inclusi anche i responsabili di realtà aggregative.
Collaborazione tra istituzioni e media
L'iniziativa è frutto di una stretta collaborazione. È stata progettata e realizzata dall'Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve). Lo Iusve è aggregato all'Università Pontificia Salesiana. Hanno collaborato anche il quotidiano Avvenire e Gigio Rancilio. Quest'ultimo è un giornalista esperto di informazione digitale. Il progetto beneficia della collaborazione dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della CEI. Riceve inoltre il supporto di Generali.
L'ispirazione proviene dal magistero di Papa Leone XIV. In particolare, dal messaggio per la 60esima Giornata delle comunicazioni sociali. Questa giornata si celebra domenica 17 maggio. Il progetto è stato presentato al Pontefice. La presentazione è avvenuta al termine dell'udienza in piazza San Pietro. L'evento si è svolto nella giornata odierna.
Contenuti multimediali gratuiti ogni settimana
A partire da domani, saranno disponibili gratuitamente i contenuti multimediali. Sono stati creati appositamente per questa iniziativa. Hanno partecipato docenti Iusve, giornalisti e professionisti della comunicazione. Ogni giovedì, una sezione dedicata sul sito www.avvenire.it ospiterà i materiali. Saranno pubblicati un testo, un video, un podcast e un'infografica. Questi formati diversi mirano a soddisfare gusti ed esigenze differenti. L'obiettivo è garantire la massima fruibilità possibile.
Ogni tappa del percorso associa una parte del corpo umano a un tema specifico. Questi temi riguardano la creazione o la fruizione delle notizie. La testa, curata da Marco Girardo (direttore di Avvenire), si concentra sul pensare e gustare l'informazione con le persone al centro. Gli occhi, con Anna Zuccaro (docente IUSVE), affrontano come salvarsi dai falsi contenuti visivi. Le orecchie, con Mariagrazia Villa (docente IUSVE), indagano chi controlla le notizie che riceviamo. La bocca/voce, con Nicolò Cappelletti (docente IUSVE), analizza come i social mostrino solo ciò che si desidera sentire. Il cuore, con Giovanni Fasoli (docente IUSVE), mira a capire il mondo senza semplificarlo eccessivamente. I piedi/gambe, con Lucia Capuzzi (giornalista inviata speciale di Avvenire), trattano l'andare e raccontare, con uno sguardo sui giornalisti sul campo. Infine, il corpo intero, con Matteo Adamoli (docente IUSVE), affronta il ruolo di scuola e famiglia nell'apprendimento digitale. È prevista anche una «cassetta degli attrezzi» come bonus track, con strumenti digitali per restare umani.
L'importanza della consapevolezza digitale
«Viviamo in un ecosistema digitale che non si limita a 'connetterci': ci orienta», afferma Marco Girardo, direttore di Avvenire. «Ecco perché oggi la vera competenza non è solo usare gli strumenti, ma imparare ad abitarli con consapevolezza, senso critico e umanità». Questo è l'obiettivo primario del progetto «Ci sto!».
«È un'iniziativa di media literacy», sottolinea don Nicola Giacopini, direttore Iusve. «È costruita su misura per chi ogni giorno si confronta con smartphone, social, IA e piattaforme. Spesso mancano strumenti adeguati per leggerne in profondità logiche e conseguenze».
«È un progetto che sono convinto sarà molto utile a studenti, ragazzi, insegnanti, educatori e genitori», evidenzia Gigio Rancilio. «Sia all'interno che all'esterno del mondo cattolico».
«Di fronte all'evoluzione tecnologica e alle sfide dell'IA, siamo chiamati a un surplus di responsabilità», osserva Vincenzo Corrado, direttore dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana. «Soprattutto, come ci invita a fare Leone XIV, per custodire voci e volti umani».
«La formazione diventa così fondamentale», prosegue Corrado. «Non può essere episodica o appannaggio di qualcuno. In quest'ottica, il progetto «Ci sto!» può aiutare scuole, parrocchie e famiglie».
«La qualità dell'informazione e la consapevolezza delle persone sui rischi e opportunità offerti dall'IA sono requisiti indispensabili per una società aperta e orientata al futuro», avverte Simone.