Cronaca

Forlì: espulsi tre stranieri pericolosi

15 marzo 2026, 20:12 2 min di lettura
Forlì: espulsi tre stranieri pericolosi Immagine generata con AI Venezia
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Operazione sicurezza a Forlì: espulsi tre stranieri

Forlì è stata teatro di un'importante operazione di polizia volta a contrastare l'immigrazione irregolare e a salvaguardare la sicurezza pubblica. Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha eseguito l'espulsione dal territorio nazionale di tre cittadini stranieri considerati socialmente pericolosi.

L'intervento, condotto dall'Ufficio Immigrazione, ha permesso di identificare diversi stranieri durante i controlli del territorio. Successivamente, l'attenzione si è concentrata su tre individui già noti alle forze dell'ordine e collegati ad ambienti di microcriminalità.

Espulsione per reati gravi: i dettagli

Il primo provvedimento ha riguardato un cittadino tunisino, ritenuto responsabile di gravi atti di maltrattamento nei confronti della sua ex compagna. L'uomo è stato scortato alla frontiera aerea di Venezia per essere espulso.

Un secondo caso ha coinvolto un cittadino albanese, con precedenti specifici per spaccio di stupefacenti. L'uomo, che alloggiava in un albergo della riviera, era già stato fermato in passato dalla Squadra Mobile con diverse dosi di cocaina pronte per la vendita nei pressi del Parco Urbano di Forlì. Anche per lui sono scattate le procedure di espulsione.

Sicurezza pubblica al primo posto: il terzo caso

Il terzo cittadino espulso è un uomo di origine senegalese. La sua posizione è emersa al momento della scarcerazione, avendo scontato una pena per tre episodi di violenza sessuale, uno dei quali ai danni di una minorenne. La sua pericolosità sociale ha portato al provvedimento di espulsione.

Per tutti e tre gli individui, il Questore di Forlì-Cesena ha emesso un decreto di espulsione dal territorio nazionale per motivi di sicurezza pubblica. L'esecuzione è stata immediata, con l'accompagnamento alla frontiera aerea da parte della Polizia di Stato. Ai tre è stato inoltre imposto un divieto di rientro in Italia e nell'area Schengen per un periodo minimo di cinque anni.

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