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Electrolux chiude lo stabilimento di Cerreto D'Esi, mettendo a rischio 170 posti di lavoro. I sindacati proclamano stato di agitazione e chiedono il ritiro del piano aziendale, sollecitando un intervento ministeriale.

Chiusura stabilimento Electrolux Cerreto D'Esi

Il gruppo Electrolux ha comunicato la decisione di cessare le attività produttive nello stabilimento di Cerreto D'Esi, situato nella provincia di Ancona. Questa mossa interesserà direttamente circa 170 lavoratori impiegati nell'impianto. La produzione annua del sito nel 2025 era stimata intorno alle 77mila cappe.

L'annuncio è arrivato durante un incontro nazionale a Marghera, convocato da Confindustria Est. Lo stabilimento di Cerreto D'Esi si distingue per la sua specializzazione nella fabbricazione di cappe di alta gamma. La multinazionale svedese ha inoltre evidenziato un surplus di 1.700 esuberi a livello nazionale, su un totale di circa 4mila addetti.

Proclamato stato di agitazione e sciopero

In risposta alla notizia, è stato proclamato uno stato di agitazione che coinvolge l'intero gruppo Electrolux. È già previsto un pacchetto di otto ore di sciopero, la cui distribuzione territoriale sarà definita nelle prossime fasi. La Fiom, attraverso il suo rappresentante provinciale Pierpaolo Pullini, ha espresso forte preoccupazione.

«La multinazionale svedese ha confermato l'intenzione di non voler più produrre cappe in Italia, ma di spostare la produzione in Polonia», ha dichiarato Pullini. Questa scelta porterebbe alla chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto D'Esi. Il sindacalista ha definito la decisione «l'ennesimo duro colpo al distretto degli elettrodomestici del fabrianese».

Richiesta tavolo ministeriale e preoccupazione per i lavoratori

La chiusura dello stabilimento rappresenta un vero e proprio dramma per molti lavoratori. La loro ricollocazione appare complessa, considerando le numerose crisi industriali che hanno colpito il territorio negli ultimi anni. Pullini si è unito al coro unanime dei sindacati, chiedendo il «ritiro del Piano da parte della Electrolux».

È stata inoltre richiesta l'immediata attivazione di un tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'obiettivo è trovare soluzioni concrete per i lavoratori e valutare alternative alla chiusura. La situazione rimane tesa e si attendono sviluppi nelle prossime ore.

Domande frequenti

Perché Electrolux chiude lo stabilimento di Cerreto D'Esi?

Secondo quanto dichiarato dalla Fiom, Electrolux intende spostare la produzione di cappe in Polonia, portando alla chiusura dello stabilimento italiano di Cerreto D'Esi. L'azienda ha anche comunicato un numero elevato di esuberi a livello nazionale.

Cosa chiedono i sindacati?

I sindacati, tra cui la Fiom, chiedono il ritiro del piano di chiusura da parte di Electrolux e l'attivazione immediata di un tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per discutere soluzioni per i lavoratori.

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