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Un'indagine condotta nel 2026 rivela che tre dipendenti su quattro del Consiglio Regionale del Veneto hanno già integrato l'intelligenza artificiale nelle loro mansioni lavorative. La maggior parte del personale si dichiara disponibile a esplorare ulteriormente queste nuove tecnologie.

Adozione diffusa dell'IA tra i dipendenti

La maggioranza del personale impiegato presso il Consiglio Regionale del Veneto ha già iniziato a utilizzare strumenti basati sull'intelligenza artificiale. Un'indagine condotta su 203 dipendenti ha evidenziato che il 75% ha sperimentato l'IA nelle proprie attività professionali. Di questi, il 41% la impiega regolarmente, almeno una volta alla settimana, mentre il 34% la utilizza in modo occasionale.

Questi dati emergono da uno studio realizzato in collaborazione con Lifeed. L'indagine mira a comprendere l'impatto delle nuove tecnologie nel contesto lavorativo della pubblica amministrazione. I risultati sono stati raccolti e analizzati nel rapporto intitolato "GenAI-Key Human Skills for AI Transition".

Il dato del 75% indica una rapida integrazione dell'IA, suggerendo una crescente familiarità e un interesse verso strumenti che promettono di ottimizzare processi e migliorare l'efficienza. L'ampia diffusione suggerisce che l'intelligenza artificiale non è più vista come una novità futuristica, ma come una risorsa concreta per il lavoro quotidiano.

Disponibilità e fiducia verso la tecnologia

Oltre all'uso effettivo, emerge una forte apertura verso ulteriori sperimentazioni. Il 72% dei dipendenti intervistati si è dichiarato disponibile a esplorare ulteriormente le potenzialità dell'intelligenza artificiale nel proprio ambito lavorativo. Questo dato è incoraggiante per le future implementazioni tecnologiche all'interno dell'ente regionale.

Parallelamente, la ricerca ha indagato l'atteggiamento generale verso le nuove tecnologie. Il 46% dei dipendenti manifesta un marcato interesse, mentre il 42% adotta un approccio prudente. Una percentuale significativa, il 37%, esprime curiosità. Le reazioni di diffidenza e preoccupazione sono minoritarie, attestandosi rispettivamente al 6% e al 5%, indicando un clima generalmente positivo o neutrale.

Questi sentimenti contrastanti ma prevalentemente positivi sono fondamentali per guidare una transizione tecnologica efficace. La disponibilità a sperimentare, unita a un interesse diffuso, crea un terreno fertile per l'innovazione e l'adozione di nuove soluzioni digitali.

Verifica delle fonti e applicazioni future

Un aspetto cruciale emerso dall'indagine riguarda la gestione delle informazioni nell'era dell'IA. Il 77% dei dipendenti dichiara di controllare abitualmente le fonti e l'attendibilità dei contenuti generati o elaborati dall'intelligenza artificiale. Questo dato sottolinea la consapevolezza dell'importanza del fact-checking e della validazione delle informazioni, anche quando mediate da strumenti tecnologici avanzati.

Inoltre, vi è una chiara volontà di contribuire attivamente allo sviluppo e all'applicazione dell'IA. Il 70% degli intervistati desidera partecipare all'individuazione delle applicazioni più utili e pertinenti per il proprio lavoro. Questo indica un desiderio di co-creazione e di allineamento tra le esigenze operative e le soluzioni tecnologiche proposte.

Il 31% degli intervistati ammette di utilizzare l'intelligenza artificiale più frequentemente nella sfera privata rispetto a quella professionale. Questo suggerisce che la familiarità con la tecnologia si sta costruendo anche al di fuori dell'ambiente lavorativo, facilitando poi l'adozione in ufficio.

La visione del Presidente Zaia

Il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Luca Zaia, ha commentato i risultati dello studio, sottolineando la natura dell'intelligenza artificiale come strumento di supporto e valorizzazione del lavoro umano. «Non dobbiamo immaginare l'intelligenza artificiale come una tecnologia destinata a sostituire le persone», ha affermato Zaia. «Ma come uno strumento capace di valorizzarne il lavoro.»

Zaia ha evidenziato il valore insostituibile del patrimonio di professionalità, conoscenze e memoria istituzionale presente negli uffici. «Nei nostri uffici esiste un patrimonio di professionalità, conoscenze e memoria istituzionale che nessun algoritmo potrà sostituire», ha aggiunto. Ha inoltre ribadito che il controllo delle fonti, la valutazione degli atti e la responsabilità delle decisioni rimangono saldamente nelle mani del personale.

La sua dichiarazione rafforza il principio che la tecnologia debba servire l'uomo: «La tecnologia deve essere al servizio dell'uomo, non viceversa». Questa filosofia guida l'approccio del Consiglio Regionale nell'integrazione delle nuove tecnologie, puntando a un equilibrio tra innovazione e centralità della persona.