Tre dipendenti su quattro del Consiglio regionale del Veneto hanno già integrato l'intelligenza artificiale nelle loro mansioni lavorative. L'indagine evidenzia un'ampia disponibilità alla sperimentazione e un'attenzione alla verifica delle fonti.
Adozione diffusa dell'intelligenza artificiale in Consiglio Veneto
Un'indagine condotta su 203 dipendenti del Consiglio regionale del Veneto ha rivelato un'adozione significativa dell'intelligenza artificiale (IA) nel contesto lavorativo. I risultati, pubblicati nel rapporto “GenAI-Key Human Skills for AI Transition”, indicano che il 75% del personale ha già sperimentato l'uso di strumenti basati sull'IA per svolgere le proprie attività.
Questa percentuale si suddivide ulteriormente: il 41% utilizza l'IA almeno una volta alla settimana, mentre il 34% la impiega in modo occasionale. L'interesse verso questa nuova frontiera tecnologica sembra essere elevato, con il 72% dei dipendenti che si dichiara disponibile a esplorare ulteriormente le potenzialità dell'IA nel proprio ambito professionale.
Parallelamente, emerge una forte consapevolezza riguardo all'importanza dell'affidabilità delle informazioni. Ben il 77% degli intervistati afferma di verificare abitualmente le fonti e l'attendibilità dei contenuti generati o elaborati tramite IA. Questo dato sottolinea un approccio critico e responsabile all'adozione di nuove tecnologie.
Inoltre, una parte considerevole del personale, pari al 70%, desidera attivamente contribuire all'identificazione delle applicazioni più utili e pertinenti dell'IA all'interno dell'ente. Questo spirito collaborativo potrebbe accelerare l'integrazione efficace di questi strumenti, massimizzando i benefici per l'amministrazione.
Percezione e utilizzo dell'IA tra i dipendenti
L'indagine ha anche esplorato la percezione generale nei confronti delle nuove tecnologie, inclusa l'intelligenza artificiale. Il 46% dei dipendenti manifesta un marcato interesse, mentre il 42% adotta un atteggiamento di prudenza, segno di una valutazione ponderata dei rischi e delle opportunità. Una fetta del 37% esprime curiosità, desiderosa di comprendere meglio le funzionalità e le implicazioni dell'IA.
Le reazioni di diffidenza e preoccupazione, seppur presenti, si attestano su percentuali più basse: il 6% manifesta diffidenza e il 5% esprime preoccupazione. Questi dati suggeriscono che la maggior parte del personale del Consiglio regionale del Veneto è propenso a un'adozione informata e graduale dell'intelligenza artificiale.
Interessante notare come il 31% degli intervistati utilizzi l'intelligenza artificiale prevalentemente nella vita privata piuttosto che in quella professionale. Questo dato potrebbe indicare un potenziale non ancora completamente sfruttato all'interno dell'ambiente lavorativo, o semplicemente riflettere le diverse esigenze e abitudini individuali.
La verifica delle fonti rimane un pilastro fondamentale. Come già accennato, il 77% dei dipendenti dichiara di controllare sempre o spesso l'attendibilità dei contenuti. Questo comportamento è cruciale per garantire l'accuratezza delle informazioni prodotte e utilizzate dall'ente, specialmente in un'epoca in cui la disinformazione può diffondersi rapidamente.
Il ruolo dell'IA secondo il Presidente Luca Zaia
Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha commentato i risultati dello studio, sottolineando la visione dell'amministrazione riguardo all'intelligenza artificiale. Zaia ha evidenziato che l'IA non deve essere vista come uno strumento sostitutivo del personale, bensì come un potenziatore delle capacità umane.
«Non dobbiamo immaginare l'intelligenza artificiale come una tecnologia destinata a sostituire le persone», ha affermato Zaia, «ma come uno strumento capace di valorizzarne il lavoro. Nei nostri uffici esiste un patrimonio di professionalità, conoscenze e memoria istituzionale che nessun algoritmo potrà sostituire.»
Il Presidente ha ribadito che la responsabilità ultima delle decisioni, la valutazione degli atti e il controllo delle fonti rimangono saldamente nelle mani del personale umano. «Il controllo delle fonti, la valutazione degli atti e la responsabilità delle decisioni rimangono sempre nelle mani delle persone. La tecnologia deve essere al servizio dell'uomo, non viceversa», ha concluso Zaia, delineando un quadro di integrazione tecnologica etica e centrata sull'individuo.
L'indagine, condotta nel 2026, offre uno spaccato prezioso sull'impatto dell'intelligenza artificiale nel settore pubblico regionale. I dati raccolti serviranno come base per future strategie di formazione e implementazione, mirando a sfruttare al meglio le potenzialità dell'IA nel rispetto delle competenze umane e dell'integrità informativa. La collaborazione con Lifeed ha permesso di ottenere un'analisi dettagliata e affidabile, fondamentale per guidare il percorso di transizione digitale del Consiglio regionale del Veneto.