Il team di Furio Benussi smentisce il rinvio a giudizio per evasione IVA relativo al maxi yacht. La difesa contesta l'operato della Procura europea, affermando che Benussi è estraneo alle contestazioni.
Furio Benussi contesta la Procura europea
Il team Fast and Furio Sailing interviene con forza nel dibattito riguardante l'imbarcazione Wild Thing. La società ha diffuso una nota ufficiale per replicare alle comunicazioni della Procura europea. Si contesta apertamente l'accuratezza tecnica e sostanziale delle dichiarazioni rilasciate.
La difesa, guidata dall'avvocato Piero Fornasaro, sottolinea un punto cruciale. Allo stato attuale, non sarebbe pervenuta alcuna notifica formale a Furio Benussi. Non ci sarebbe, infatti, alcun rinvio a giudizio. Né tantomeno una richiesta in tal senso. Le accuse riguardano presunte evasioni dell'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA).
Posizione di Benussi nell'indagine
Viene specificato che Benussi è coinvolto nell'indagine unicamente come utilizzatore dell'imbarcazione. Non viene considerato, invece, l'importatore diretto. La difesa sostiene che la barca si trovasse già da anni all'interno del territorio comunitario. Questo prima che Benussi ne acquisisse la disponibilità. L'accordo è avvenuto tramite pattuizioni con la società proprietaria.
Successivamente, Benussi si sarebbe occupato del recupero dell'imbarcazione. Questa era in uno stato di abbandono avanzato. Era paragonabile a un relitto, secondo quanto riportato. Il recupero è avvenuto a Palma di Maiorca.
Custodia e buona fede dimostrata
La nota difensiva richiama anche un provvedimento specifico. La Procura europea aveva affidato a Benussi la custodia dell'imbarcazione. Questa era stata sequestrata, ma con la facoltà d'uso concessa. Tale circostanza viene definita straordinaria. Dimostrerebbe la buona fede dello skipper. Questa autorizzazione gli ha permesso di partecipare alle competizioni veliche della stagione 2025.
Il team ribadisce che Wild Thing è ora libera da ogni vincolo. Questo è avvenuto dopo che la società armatrice ha regolarizzato la propria posizione fiscale. La società proprietaria ha definito la propria situazione tributaria.
Patteggiamento e estraneità alle accuse
Per quanto concerne l'amministratore della società proprietaria, viene ricordato che ha optato per il patteggiamento. D'altra parte, Furio Benussi ribadisce con fermezza la propria estraneità. Si dichiara completamente estraneo alle contestazioni mosse. Annuncia l'intenzione di dimostrare la propria posizione. Lo farà nelle sedi giudiziarie competenti, qualora fosse necessario.
La sua società sottolinea la lealtà che lo ha sempre contraddistinto. Questa lealtà è evidente sui campi di regata. Si auspica che tale coerenza venga riconosciuta anche in ambito legale. La difesa punta a chiarire ogni aspetto della vicenda.
Possibile difetto di notifica
Secondo informazioni apprese, la Procura europea di Venezia avrebbe depositato la richiesta di rinvio a giudizio. Questo sarebbe avvenuto nei giorni scorsi. Potrebbe quindi esistere un difetto di notifica del provvedimento. La difesa, infatti, sostiene con decisione di non aver ancora ricevuto tale atto. La questione delle notifiche formali rimane centrale.
Il caso prosegue con posizioni contrapposte. La difesa di Benussi si mostra determinata a chiarire la sua posizione. Si attende l'evolversi della situazione giudiziaria nei prossimi tempi. La vicenda legale è ancora in corso.
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