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La Biennale di Venezia anticipa l'apertura con eventi dedicati al dissenso e alla pace, affrontando le polemiche sui padiglioni russo e israeliano. Ospiti d'eccezione il regista Sokurov e la scrittrice Amiry.

Incontri per il dissenso e la pace

La Biennale d'Arte di Venezia, in vista dell'inaugurazione ufficiale il 9 maggio, ha organizzato una preapertura speciale. L'evento mira a promuovere una riflessione su temi di attualità, con particolare attenzione al dissenso e alla pace.

Questa iniziativa nasce in risposta alle controversie suscitate dalla presenza del Padiglione russo e dalle critiche rivolte al Padiglione israeliano. L'obiettivo è creare uno spazio di dialogo e approfondimento, come anticipato dal presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco.

Le serate di preapertura si svolgeranno su invito nei giorni 6, 7 e 8 maggio. Sono previsti tre appuntamenti pensati per dare voce a prospettive differenti e per placare le tensioni che hanno caratterizzato questa edizione.

Ospiti d'eccezione e direttori artistici

Il regista russo Alexander Sokurov, vincitore del Leone d'Oro nel 2011, aprirà gli incontri il 6 maggio. Conosciuto per il suo forte impegno civile e le sue posizioni critiche verso il Cremlino, Sokurov interverrà nella Sala delle Colonne di Ca' Giustinian.

Il giorno seguente, il 7 maggio, sarà la volta della scrittrice e architetta palestinese Suad Amiry. Autrice di opere come 'Sharon e mia suocera', Amiry intreccia nei suoi scritti memoria, identità e vita quotidiana nei territori di conflitto.

L'8 maggio è prevista una serata corale che vedrà la partecipazione di tutti i direttori artistici dei diversi settori della Fondazione. Tra questi figurano nomi come Alberto Barbera, Caterina Barbieri, Willem Dafoe, Wayne McGregor, e i cinesi Wang Shu e Lu Wenyu.

Nodi irrisolti e finanziamenti a rischio

Nonostante questi sforzi, l'edizione della Biennale resta segnata da diverse questioni irrisolte. La premier Giorgia Meloni ha espresso il disaccordo del governo italiano riguardo ad alcune decisioni della Biennale, sottolineando l'autonomia dell'ente ma ribadendo la linea politica nazionale.

La presidente del Consiglio ha dichiarato che «Il governo non è d'accordo, ma la Biennale è una fondazione autonoma». Ha aggiunto che la politica estera è una competenza esclusiva del governo, del Parlamento e del Presidente della Repubblica.

Un altro punto critico riguarda la possibile sospensione dei finanziamenti europei. La Commissione Europea ha avviato una procedura per tagliare o sospendere circa 2 milioni di euro all'anno per tre anni (dal 2025 al 2028). Questa notizia ha suscitato reazioni negative da parte di Lega e Movimento 5 Stelle, che hanno criticato quella che definiscono un'ingerenza nelle decisioni di un ente culturale autonomo.

La Biennale risponde e prosegue

Una lettera dell'European Education and Culture Executive Agency (Eacea), datata 10 aprile, ha comunicato l'intenzione di sospendere o cancellare i finanziamenti. La Biennale ha tempo 30 giorni per presentare osservazioni.

Se l'istituzione non dovesse fare un passo indietro sulla scelta di ospitare la Russia, potrebbe perdere un finanziamento cruciale. Tuttavia, la Biennale ha ribadito la sua posizione, dichiarandosi «certa di non aver violato alcuna norma» e di aver agito nel pieno rispetto degli accordi.

La Fondazione ha comunicato che esprimerà le proprie ragioni nei tempi e nei modi previsti. Il presidente Buttafuoco ha mantenuto un atteggiamento di riserbo, proseguendo sulla sua linea.

La Biennale ha fornito documentazione per dimostrare il rispetto delle sanzioni, su richiesta del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Quest'ultimo aveva preso le distanze dal presidente della Fondazione, ipotizzando anche l'intervento di ispettori.

Le tre serate di preapertura rappresentano un primo passo nell'impegno a dare voce agli artisti dissidenti russi. Resta da vedere se queste iniziative saranno sufficienti a placare le proteste.

Settanta artisti e curatori hanno infatti firmato una lettera appello all'inizio di aprile, esprimendo il loro disaccordo sulla presunta mancanza di neutralità dell'istituzione culturale. Hanno manifestato il loro dissenso anche nei confronti della partecipazione di Israele e degli Stati Uniti.