Cronaca

Biennale: rispetto sanzioni, Giuli valuta carte su Russia

17 marzo 2026, 19:47 5 min di lettura
Biennale: rispetto sanzioni, Giuli valuta carte su Russia Immagine generata con AI Venezia
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La Biennale di Venezia afferma di rispettare le sanzioni internazionali contro la Russia. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sta esaminando la documentazione inviata dall'istituzione per verificare la conformità. La vicenda solleva interrogativi sulla partecipazione russa e sull'autonomia dell'ente veneziano.

Biennale rispetta sanzioni, documenti al vaglio del Ministro

La Fondazione Biennale ha comunicato di aver trasmesso tutta la documentazione richiesta dal Ministero della Cultura. L'istituzione veneziana ribadisce con fermezza il proprio impegno nel rispettare le sanzioni internazionali. Nessuna norma sarebbe stata violata, secondo la Fondazione. Le sanzioni verso la Federazione Russa sono state osservate integralmente, come previsto dai doveri dell'ente.

La documentazione è ora sottoposta all'attenzione del Ministro Alessandro Giuli. Egli dovrà accertare la reale osservanza delle normative vigenti. Particolare attenzione sarà dedicata alla corrispondenza intercorsa con le autorità russe. L'obiettivo è comprendere le modalità di definizione dell'organizzazione e della gestione delle performance artistiche. La Biennale ha sempre dichiarato di aver semplicemente preso atto della comunicazione giunta da Mosca. La richiesta di partecipazione alle mostre sarebbe avvenuta secondo la prassi consolidata, essendo la Russia proprietaria di un proprio padiglione.

Il Ministro Giuli, prima ancora di richiedere la documentazione, aveva sottolineato un punto cruciale. Il governo è tenuto a rispettare l'autonomia decisionale della Biennale. Tuttavia, una parte della maggioranza politica nutre perplessità. L'interesse nazionale, in linea con la politica estera del Paese, dovrebbe prevalere. Questa posizione non sembra tuttavia essere condivisa da tutti i partiti della coalizione di governo, con la Lega che esprime un parere differente.

Tensione politica: commissariamento e possibili mosse del governo

La questione della partecipazione russa alla Biennale ha innescato un acceso dibattito politico. Si ipotizza la possibilità di un commissariamento dell'ente. Tale misura estrema potrebbe essere adottata qualora venisse accertata una violazione del quadro sanzionatorio internazionale. Storicamente, il commissariamento di fondazioni liriche è avvenuto solo in casi di gravi irregolarità legali o dissesto finanziario. L'applicazione di tale provvedimento alla Biennale, in questo contesto, rappresenterebbe un precedente significativo.

Un'altra ipotesi ventilata riguarda la dichiarazione di persone non gradite per gli artisti russi. Questi ultimi sono presenti a Venezia solo nella fase preparatoria. La loro partecipazione è limitata alla registrazione di una performance. Questa verrà poi proiettata all'interno del padiglione. Impedire loro l'ingresso nel Paese potrebbe essere una mossa politica. Tuttavia, questa opzione appare complessa e potenzialmente controversa.

Dalle forze di governo è emerso un auspicio differente. Molti sperano che sia il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, a fare un passo indietro. La chiusura delle porte alla Russia da parte sua sarebbe una soluzione politicamente meno spinosa. Al momento, però, i segnali provenienti da Venezia sembrano andare in direzione opposta. La questione, dunque, non si limita alle stanze del Ministero della Cultura. Coinvolge direttamente i vertici del governo.

È previsto un incontro tra il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e il Ministro Giuli. L'obiettivo è definire insieme i prossimi passi da intraprendere. La decisione del Ministro sulla sua presenza alla presentazione del Padiglione Centrale è attesa con grande interesse. La sua assenza giovedì prossimo, alle ore 12, avrebbe un forte impatto mediatico. L'edificio in questione è stato riqualificato grazie a fondi stanziati proprio dal MIC, nell'ambito del PNRR.

La vicenda divide maggioranza e opposizione, eco internazionale

La controversia sulla partecipazione russa alla Biennale sta dividendo non solo la maggioranza di governo, ma anche l'opposizione. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha difeso l'operato della Biennale. Ha espresso la sua contrarietà a quella che definisce «russofobia». Questa posizione arriva in contemporanea con le critiche dei parlamentari del Movimento 5 Stelle. Essi hanno stigmatizzato la decisione di escludere Svetlana Zakharova, étoile del Bolshoi, dal Gala di danza di Roma. Hanno definito tale esclusione una «censura culturale».

Questa doppia presa di posizione, apparentemente trasversale, ha spinto il senatore del Partito Democratico, Filippo Sensi, a evidenziare una «convergenza gialloverde». La convergenza riguarderebbe sia la questione Zakharova, sia la Biennale e il tema del gas russo. La situazione si complica ulteriormente con le recenti dichiarazioni del collettivo Art Not Genocide Alliance. Hanno inviato una lettera firmata da 178 artisti, curatori e operatori del settore. La lettera chiede al presidente e al consiglio della Biennale di impedire la partecipazione di Israele. La motivazione addotta è la presunta responsabilità dell'entità statale in atti di genocidio. Questa iniziativa aggiunge un ulteriore livello di complessità alla già tesa atmosfera internazionale che circonda la manifestazione artistica.

La Biennale di Venezia, con la sua risonanza globale, si trova al centro di dinamiche politiche e culturali delicate. La gestione di queste tensioni richiederà grande attenzione e sensibilità. Le decisioni prese avranno ripercussioni non solo sull'evento in sé, ma anche sulle relazioni diplomatiche e artistiche internazionali. La trasparenza e il rispetto delle normative internazionali rimangono i pilastri su cui si basa l'operato dell'istituzione. La verifica ministeriale è un passaggio fondamentale per garantire la correttezza procedurale. L'autonomia della Biennale è un valore da salvaguardare, ma sempre nel rispetto del quadro normativo e delle scelte di politica estera del Paese. La comunità artistica internazionale osserva con attenzione gli sviluppi di questa vicenda, sperando in una risoluzione che preservi l'integrità e la vocazione universale dell'arte.

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