La Biennale d'Arte di Venezia è in piena fase di allestimento, con video che documentano i preparativi e un'intervista al presidente Pietrangelo Buttafuoco che lo descrive come "un uomo libero", lontano dalle aspettative politiche.
Preparativi per la 61. Esposizione Internazionale d'Arte
Operai e artisti sono alacremente impegnati nei preparativi. Si lavora intensamente tra pennelli e attrezzi vari. L'obiettivo è la pre-apertura della Biennale d'Arte. L'evento è previsto per il 5 maggio.
La settimana è stata segnata da eventi significativi. La Giuria internazionale ha presentato le proprie dimissioni. Sono stati introdotti i Leoni dei visitatori. La Russia e Israele sono state riammesse ai premi, nonostante le polemiche.
A Venezia, i lavori fervono per definire gli ultimi dettagli. L'esposizione si intitola 'In Minor Keys'. Martedì prossimo, i cancelli si apriranno per la stampa selezionata.
Video virali sui social della Biennale
I video pubblicati sui canali social dell'istituzione culturale documentano i preparativi. Queste clip stanno registrando un notevole successo. Le visualizzazioni sono in costante aumento.
La Biennale ha condiviso un post esplicativo. «Dietro le quinte, ogni dettaglio è fondamentale», si legge. L'intento è di accordare i Giardini, l'Arsenale e la città. Si punta a sintonizzarsi sulle 'frequenze delle tonalità minori'. Queste daranno vita alla 61. Esposizione Internazionale d'Arte.
Tra il 6 e l'8 maggio, l'accesso sarà consentito agli addetti ai lavori. L'apertura al pubblico è fissata per il 9 maggio. La cerimonia ufficiale è stata annullata.
Pietrangelo Buttafuoco: "Un uomo libero"
Il presidente, Pietrangelo Buttafuoco, mantiene il silenzio mediatico. Tuttavia, ha condiviso nelle sue storie Instagram un'intervista-ritratto. L'articolo è firmato dalla scrittrice Lila Azam Zanganeh. È stato pubblicato sulla rivista New Voyager.
L'intervista porta il titolo simbolico 'A Free Man', che si traduce in 'un uomo libero'. Il sottotitolo dell'articolo ne anticipa i contenuti. Si legge che ci si aspettava una visione politica conservatrice. Invece, Buttafuoco si è rivelato più eccentrico e libero del previsto.
L'articolo, pubblicato il 30 aprile, coincide con le dimissioni della Giuria. La scrittrice Zanganeh analizza le aspettative su Buttafuoco. I commentatori di sinistra temevano un suo potenziale pericolo. I conservatori, invece, lo vedevano come un difensore dei loro valori.
La sorpresa, secondo Zanganeh, è stata la sua direzione. Buttafuoco ha preso decisioni in controtendenza. Ha scelto un percorso diverso dal nativismo europeo. Ha evitato l'ortodossia di destra contemporanea.
Scelte curatoriale e nomine di Buttafuoco
Tra le sue decisioni più significative, la nomina di Koyo Kouoh. È la prima donna africana a curare la Biennale d'Arte del 2026. La curatrice proviene dal Camerun.
Buttafuoco ha anche rinnovato il contratto di Alberto Barbera. Barbera continuerà a dirigere la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Barbera, esponente di sinistra, guida la Mostra da oltre un decennio.
Nell'edizione del 2025, Barbera ha incluso un intervento del cardinale Pizzaballa. Il Patriarca latino di Gerusalemme ha invitato il pubblico a contrastare le narrazioni estremiste. Ha esortato a forgiare una nuova storia e un nuovo linguaggio.
Un'altra nomina di rilievo è quella dell'attore americano Willem Dafoe. Sarà direttore artistico della Biennale del Teatro. Molti si aspettavano un italiano conservatore per questo ruolo.
Buttafuoco tra spiritualità e realtà
L'articolo di Zanganeh sottolinea un aspetto di Buttafuoco. Sembra prediligere il regno del divino. Tuttavia, il suo lavoro quotidiano lo costringe a confrontarsi con la realtà. Deve affrontare questioni di geopolitica e dibattiti sull'arte.
La questione della partecipazione della Russia alla Biennale è stata centrale. Ha raggiunto il culmine a marzo. Zanganeh ha incontrato Buttafuoco a Palazzo Grazioli. Ha parlato con lui al telefono, notando la sua preoccupazione.
Buttafuoco si è trovato di fronte a un bivio. Doveva scegliere tra compromessi politici o libertà estetica. L'autrice lo descrive come un uomo che si erge su un'altra sponda. È quasi estraneo al conformismo culturale attuale.
Mentre l'Europa del dopoguerra ha abbracciato il vangelo liberale, Buttafuoco sembra vivere con una visione differente. La sua traiettoria suggerisce un approccio unico. Le sue scelte alla Biennale confermano questa impressione.