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Archiviazione per imprenditore vicentino

Il Tribunale di Venezia ha posto fine a un'indagine che vedeva coinvolto l'imprenditore vicentino ed ex senatore leghista Alberto Filippi, 59 anni. Le accuse, mosse dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), ipotizzavano il suo ruolo di mandante in un attentato avvenuto il 16 luglio 2018.

L'episodio in questione riguardava un attacco a colpi di pistola ai danni del giornalista padovano Ario Gervasutti, ex direttore del Giornale di Vicenza. La decisione di archiviare le accuse è stata formalizzata dal giudice per le indagini preliminari (GIP) di Venezia, Carlotta Franceschetti.

Le indagini e le testimonianze

Le ipotesi investigative della DDA si fondavano principalmente sulla testimonianza di Domenico Mercurio, un collaboratore di giustizia. Secondo Mercurio, Filippi sarebbe stato il mandante dell'attentato, motivato da una serie di articoli pubblicati da Gervasutti che riguardavano l'azienda chimica Unichimica, di cui Filippi è amministratore delegato.

Tuttavia, l'inchiesta condotta dalla DDA ha infine accolto le argomentazioni difensive presentate dagli avvocati Cesare Dal Maso e Renzo Fogliata. La difesa ha dimostrato l'estraneità di Filippi ai fatti, evidenziando come la testimonianza del collaboratore di giustizia potesse essere viziata da intenti di vendetta personale.

La difesa e le motivazioni dell'archiviazione

Le indagini hanno rivelato che il contenzioso tra Mercurio e Filippi riguardava una fornitura con cessione di credito, che aveva generato una disputa legale. Questa circostanza ha portato i magistrati a riconsiderare la credibilità della testimonianza, ritenendola potenzialmente influenzata da ragioni personali.

La difesa di Filippi ha quindi avuto successo nel dimostrare la sua completa innocenza e la sua totale estraneità rispetto all'attentato. L'archiviazione segna la conclusione di un periodo difficile per l'imprenditore.

Le dichiarazioni di Alberto Filippi

«È la fine di un incubo», ha dichiarato Alberto Filippi, esprimendo sollievo per la conclusione della vicenda. Ha sottolineato l'importanza della verità, del lavoro svolto dai suoi legali e del sostegno della sua famiglia.

Filippi ha aggiunto che sarebbe stato sufficiente un suo interrogatorio preliminare prima di ricevere l'avviso di garanzia. Ha ringraziato la procura per aver ricostruito non solo la sua innocenza, ma anche la sua totale estraneità ai fatti contestati.

L'imprenditore ha inoltre manifestato l'intenzione di raccontare la sua storia in un libro, per non lasciare che venga dimenticata. Ha evidenziato i danni economici e morali subiti a causa di questa vicenda, definendoli «ingenti e impagabili» dal punto di vista morale.

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