Condividi

La Biennale di Venezia commemora Moritz de Hadeln, figura di spicco nel panorama cinematografico internazionale, scomparso recentemente. De Hadeln ha guidato la Mostra del Cinema di Venezia in due edizioni significative, lasciando un'impronta duratura.

Addio a una figura chiave del cinema internazionale

La Biennale di Venezia ha espresso profondo cordoglio per la perdita di Moritz de Hadeln. La sua scomparsa è avvenuta il 4 luglio, all'età di 85 anni, nella città svizzera di Nyon.

Per decenni, de Hadeln è stato riconosciuto come uno dei direttori più autorevoli a livello mondiale per i festival cinematografici. Ha ricoperto il ruolo di direttore artistico della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia per le edizioni del 2002 e del 2003.

La nota della Biennale sottolinea la sua importanza nel settore. La sua carriera è stata costellata di successi e riconoscimenti.

Un percorso ricco di successi e influenze

Moritz de Hadeln aveva già avuto un legame con la Mostra di Venezia nel 1991. In quell'anno, ha fatto parte della Giuria internazionale del Concorso. La direzione di quell'edizione era affidata a Guglielmo Biraghi.

La sua formazione era intrinsecamente cosmopolita. Nato in Inghilterra, è cresciuto tra Italia e Svizzera. Questa sua natura poliedrica si rifletteva nella sua personalità: colta, pragmatica e capace di tessere relazioni solide.

Era un abile tessitore di legami con autori, artisti e produttori. La sua influenza si estendeva ben oltre i confini italiani.

De Hadeln è stato un pioniere. Ha fondato e diretto il Festival del documentario di Nyon. Successivamente, ha guidato il Festival di Locarno. Ha poi diretto per oltre vent'anni il Festival di Berlino.

La sua carriera internazionale si è arricchita con la direzione del Festival Internationale du Films de Montreal. Ha curato due edizioni della Mostra di Venezia che sono state particolarmente apprezzate per la loro qualità artistica e per la capacità di attrarre talenti da tutto il mondo.

Le edizioni veneziane sotto la sua guida

Le edizioni della Mostra di Venezia dirette da Moritz de Hadeln hanno presentato una selezione di film di notevole spessore. Tra i titoli più significativi proposti al Lido, spiccano opere acclamate.

Nel 2002, il pubblico ha potuto apprezzare film come Frida di Julie Taymor. Sono stati presentati anche Lontano dal paradiso di Todd Haynes e Era mio padre di Sam Mendes.

Altre pellicole degne di nota includono Full Frontal di Steven Soderbergh e Ken Park di Larry Clark. Non sono mancati Piccoli affari sporchi di Stephen Frears e Oasis di Lee Chang-dong.

La selezione includeva anche Velocità massima di Daniele Vicari. Un riconoscimento speciale va a The Magdalene Sisters di Peter Mullan, vincitore del Leone d'oro in quell'anno.

L'anno successivo, nel 2003, la Mostra ha continuato a stupire. Tra i film presentati figuravano Lost in Translation di Sofia Coppola e 21 grammi di Alejandro G. Inarritu.

Sono stati proposti anche Anything Else di Woody Allen e Prima ti sposo, e poi ti rovino dei fratelli Coen. Non sono mancati Zatōichi di Takeshi Kitano e La moglie dell'avvocato di Im Sang-soo.

Altre opere significative includono Goodbye, Dragon Inn di Tsai Ming-liang e Le cerf-volant di Randa Chahal Sabbag. La rassegna ha ospitato anche Buongiorno, notte di Marco Bellocchio.

Hanno completato la selezione The Dreamers di Bernardo Bertolucci. Il Leone d'oro del 2003 è stato assegnato a Il ritorno di Andrey Zvyagintsev.

Riconoscimenti e valorizzazione della produzione

Moritz de Hadeln ha avuto anche il merito di riconoscere figure chiave del cinema. Nel 2002, ha attribuito il Leone d'oro alla carriera a Dino Risi.

L'anno seguente, nel 2003, il prestigioso premio è stato conferito a Omar Sharif e a Dino De Laurentiis. De Hadeln ha sempre valorizzato il ruolo creativo del produttore.

Questa sua attenzione si è manifestata anche attraverso la retrospettiva intitolata «L'industria dei prototipi». Un'iniziativa che ha messo in luce l'importanza della figura del produttore nel mondo cinematografico.