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È deceduta Cristiana Brandolini d'Adda, 99 anni, ultima discendente in vita della generazione di Giovanni Agnelli. La sua scomparsa chiude un'epoca per la storica famiglia industriale italiana.

L'ultima di sette fratelli si spegne a Venezia

Cristiana Brandolini d'Adda è morta nella sua dimora veneziana. Era l'ultima figlia di Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte. La sua scomparsa segna la fine di un'era per la famiglia fondatrice della Fiat.

Era nipote di Giovanni Agnelli, il patriarca che diede vita all'impero automobilistico. La sua generazione comprendeva sei fratelli: Clara, Susanna, Maria Sole (scomparsa nel dicembre 2025), Gianni (l'Avvocato), Giorgio e Umberto. Ora Cristiana era l'unica rimasta.

Aveva raggiunto l'età di 99 anni. Mantenne uno stretto legame con il fratello Gianni Agnelli. Condividevano un apprezzamento per l'eleganza e la misura. La notizia della sua morte è stata diffusa il 23 giugno 2026.

Una vita tra arte, moda e famiglia

Nata a Torino il 16 febbraio 1927, Cristiana era la quinta di sette figli. Nel 1947 convolò a nozze con il conte Brando Brandolini d'Adda. La cerimonia si tenne nella basilica di San Bartolomeo all'Isola Tiberina, a Roma.

Dal loro matrimonio nacquero quattro figli: Tiberto, Leonello, Nuno e Brandino. La famiglia ha rappresentato un punto fermo nella sua esistenza.

Scelse una vita lontana dai riflettori. La sua residenza principale era Venezia. Trascorreva tempo anche nella tenuta di Vistorta, in Friuli. Lì si trova una villa con un parco all'inglese. Il paesaggista Russell Page ne curò il disegno.

Dal 1968 visse a Parigi, sulla Rive Gauche. Questa scelta rifletteva il suo spirito cosmopolita e il suo legame con la cultura francese.

Icona di stile e mecenate discreta

Era riconosciuta per la sua innata eleganza. Fotografi celebri come Cecil Beaton e Horst P. Horst la ritrassero. Il suo gusto raffinato spaziava dalla moda all'arredamento d'interni.

Dotata di uno spirito libero, nutriva una profonda passione per le arti. Sostenne attivamente la Fondation de la Vocation. Questa fondazione fu creata da Marcel Bleustein-Blanchet. Diede il suo contributo anche al Watermill Center di Robert Wilson.

La sua figura rappresenta un esempio di discrezione e raffinatezza. Ha vissuto una vita ricca di esperienze, mantenendo sempre un profilo riservato. La sua eredità culturale e familiare perdurerà nel tempo.

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