Due persone sono state arrestate nel Novarese per aver utilizzato carte di pagamento clonate per rifornire taniche di carburante. L'operazione ha portato alla scoperta di apparecchiature per la clonazione e denaro contante.
Arresti nel Novarese per frode sul carburante
Un uomo di 54 anni e una donna di 29 anni sono stati fermati dai carabinieri a Biandrate, in provincia di Novara. I due, entrambi di origine romena e senza precedenti penali, sono stati sorpresi mentre riempivano delle taniche di benzina presso un distributore automatico. Hanno tentato di effettuare il pagamento utilizzando carte carburante risultate poi clonate.
L'intervento è stato effettuato dai militari della Compagnia di Susa, con il supporto dei colleghi di Novara e Venaria Reale. Oltre alle carte contraffatte, i fermati erano in possesso di strumenti elettronici idonei alla clonazione di carte digitali. Le accuse nei loro confronti includono l'indebito utilizzo e la falsificazione di strumenti di pagamento non in contanti.
Sono inoltre accusati di aver detenuto apparecchiature finalizzate a danneggiare o interrompere sistemi informatici. Questi reati sono stati commessi in concorso tra loro. La rapidità dell'intervento ha permesso di bloccare l'attività illecita sul nascere.
Scoperti dispositivi e denaro in un'abitazione
A seguito degli arresti, le forze dell'ordine hanno condotto una perquisizione domiciliare presso l'abitazione dei due fermati, situata nel comune di Leinì, in provincia di Torino. Durante le verifiche, gli investigatori hanno rinvenuto ulteriori dispositivi elettronici utilizzati per la clonazione di carte.
Sono state trovate anche diverse carte prepagate, già clonate e pronte per essere impiegate in future frodi. Gli inquirenti hanno inoltre sequestrato circa 3.000 euro in contanti, ritenuti essere il provento delle attività illegali svolte dalla coppia. La somma è stata considerata un presunto guadagno derivante dall'uso illecito delle carte.
Nell'abitazione è stata individuata una terza persona, che è stata denunciata a piede libero. Anche questa persona, insieme ai due arrestati, dovrà rispondere dell'accusa di detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature informatiche volte a danneggiare o interrompere sistemi telematici. L'indagine mira a ricostruire l'intera rete criminale.
Indagini partite da flussi anomali
L'operazione di polizia giudiziaria ha preso avvio grazie a una serie di controlli incrociati. Le compagnie territoriali dell'Arma dei Carabinieri in Piemonte hanno monitorato flussi di transazioni anomali presso i distributori di carburante. Particolare attenzione è stata posta alle aree lungo le strade secondarie che collegano le diverse province della regione.
Questi controlli mirati hanno permesso di individuare delle irregolarità nei pagamenti effettuati presso le pompe self-service. L'analisi dei dati ha evidenziato un utilizzo sospetto di carte carburante, spingendo le autorità a intensificare le verifiche. La collaborazione tra diverse stazioni dei carabinieri è stata fondamentale per il successo dell'operazione.
Le indagini hanno permesso di accertare un modus operandi consolidato, basato sull'uso di carte clonate per l'acquisto di grandi quantità di carburante, poi presumibilmente rivenduto o utilizzato per altri scopi illeciti. La strategia investigativa si è dimostrata efficace nel contrastare questo tipo di frodi.
Misure cautelari per gli arrestati
Dopo essere stati condotti davanti al giudice per la convalida degli arresti, i due fermati sono stati scarcerati. Tuttavia, il giudice ha disposto nei loro confronti una misura cautelare. A entrambi è stato imposto il divieto di dimora nel comune di Novara.
Questa misura mira a impedire che i due possano reiterare il reato nella provincia dove sono stati scoperti. L'indagine proseguirà per accertare eventuali complici e l'estensione del giro d'affari illecito. Le autorità continuano a monitorare la situazione per prevenire ulteriori frodi.