Una serie di esposizioni a Torino e Rivoli omaggia Marisa Merz, pioniera dell'arte povera, in occasione del centenario della sua nascita. L'evento ripercorre la sua opera e la sua influenza.
Marisa Merz: un centenario di arte povera
L'arte di Marisa Merz rivive attraverso un'importante retrospettiva. L'esposizione celebra il centenario della sua nascita. L'artista, nata a Torino nel 1926, fu una figura centrale dell'arte povera. La mostra, intitolata 'Marisa Merz - La danza delle ore', è sostenuta dalla Fondazione Crt. L'omaggio si svolgerà dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027. La presentazione ufficiale è avvenuta al Museo del Novecento di Milano. Questo museo vanta una delle più significative raccolte di arte povera in Italia.
L'installazione iconica al Castello di Rivoli
Il Castello di Rivoli ospita una sezione cruciale della mostra. Curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, questa parte è dedicata alla celebre installazione 'E il naufragar m'è dolce in questo mare'. L'opera fu presentata per la prima volta nel 1980 alla galleria Tucci Russo di Torino. Nello stesso anno, fu replicata alla 39esima Biennale. La mostra al Castello di Rivoli mira a ricostruire e riproporre al pubblico questo lavoro fondamentale. L'installazione rappresenta un momento chiave nella carriera di Marisa Merz, esplorando temi di fluidità e immersione.
Artiste contemporanee dialogano con Merz
L'esposizione al Castello di Rivoli non si limita a presentare le opere di Marisa Merz. Invita infatti un gruppo di artiste contemporanee. Queste artiste sono state selezionate per la loro capacità di riprendere elementi della pratica e della visione di Merz. Tra le partecipanti figurano Leonor Antunes (nata a Lisbona nel 1972), Micol Assaël (nata a Roma nel 1979) e Beatrice Bonino (nata a Torino nel 1992). Anche Miriam Cahn (nata a Basilea nel 1949) è tra le artiste invitate. Questa sezione 'aumentata' crea un dialogo tra generazioni. Mostra come l'eredità di Marisa Merz continui a ispirare la scena artistica attuale.
La Fondazione Merz e la Galleria d'Arte Moderna di Torino
A Torino, la Fondazione Merz presenta un altro aspetto della ricerca dell'artista. Curata da Beatrice Merz e Sébastien Delot, questa sezione esplora il lato più inatteso di Marisa Merz. Le opere esposte sono organizzate attorno ai concetti di processo e trasformazione. Si focalizzano sulla natura evolutiva della sua creazione artistica. Parallelamente, la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM) dedica un capitolo intimo alla mostra. Curata da Chiara Bertola e Chiara Parisi, questa parte si concentra sugli aspetti quotidiani e domestici del lavoro di Merz. Il percorso espositivo parte dal concetto di casa-studio-laboratorio. Questo spazio è visto come un luogo generativo e trasformativo. Qui, la vita e l'arte si fondono in un'unica dimensione. La GAM restituirà inoltre al pubblico l'opera 'Living Sculpture' del 1966. Il pezzo è stato oggetto di un attento restauro presso il Centro di Conservazione e Restauro di Venaria.