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Arresto per estorsione a Monte Compatri

I Carabinieri della Compagnia di Velletri hanno arrestato una donna di 43 anni a Monte Compatri. L'operazione è avvenuta nel pomeriggio del 19 giugno 2026.

La donna è gravemente indiziata del reato di estorsione. L'arresto si inserisce nel contesto delle attività di contrasto alle truffe sul territorio.

La dinamica della truffa

L'arrestata, con precedenti, avrebbe agito in concorso con un complice. Quest'ultimo si sarebbe finto telefonicamente un Maresciallo dei Carabinieri.

La vittima, una residente di Monte Compatri, è stata indotta a consegnare la somma di 29.450 euro in contanti. Le è stato fatto credere che il denaro servisse per delle verifiche a seguito di un presunto furto.

Il furto sarebbe stato perpetrato con un'autovettura intestata alla stessa vittima. La minaccia era quella di un arresto immediato in caso di mancata collaborazione.

L'intervento dei Carabinieri

I militari della Sezione Operativa hanno intercettato la donna mentre tentava di allontanarsi. L'arresto è avvenuto subito dopo la consegna del denaro.

La 43enne è stata bloccata mentre si trovava a bordo di un'autovettura a noleggio. I Carabinieri hanno recuperato l'intera somma sottratta.

Consigli per la prevenzione

L'Arma dei Carabinieri ricorda l'importanza di alcune precauzioni per evitare di cadere vittima di simili raggiri.

Le forze dell'ordine non chiedono mai denaro contante o valori a domicilio. Non esistono richieste di cauzioni o verifiche sui contanti da parte delle istituzioni.

I truffatori spesso creano panico e minacciano conseguenze legali per disorientare le vittime. È fondamentale mantenere la calma e non cedere alle pressioni.

In caso di telefonate sospette o richieste anomale, è consigliabile non aprire la porta e non consegnare nulla. La cosa migliore da fare è riagganciare immediatamente.

Si raccomanda di comporre il Numero Unico per le Emergenze 112 per verificare la veridicità delle chiamate e richiedere l'intervento di una pattuglia.

I procedimenti sono ancora nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono considerati innocenti fino a sentenza definitiva.

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