A Varese, un'iniziativa mira a colmare il divario occupazionale femminile. Esistono settori con carenza di personale dove le donne possono trovare nuove opportunità professionali. L'obiettivo è aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro.
Inclusione femminile nel mondo del lavoro a Varese
La Camera di Commercio di Varese ha lanciato un progetto ambizioso. L'iniziativa si chiama «Donne Lavoro Impresa». È dedicata a promuovere l'inclusione delle donne nel mercato del lavoro. Questo percorso di approfondimento è stato organizzato con diverse realtà locali. Tra queste figurano la Consigliera di parità della Provincia di Varese e l'associazione Women Empowerment Varese.
L'evento inaugurale si è tenuto presso le Ville Ponti. Durante l'incontro sono stati presentati dati significativi. Questi grafici illustrano la situazione occupazionale femminile nel territorio varesino. Nonostante un tasso di disoccupazione ai minimi storici, la presenza femminile nel lavoro è ancora sottoutilizzata. Le imprese segnalano difficoltà nel reperire personale qualificato.
Opportunità professionali per le donne
Il mercato del lavoro varesino è quasi a pieno regime. Tuttavia, il 51% delle aziende dichiara di avere problemi nel trovare candidati. Una potenziale soluzione risiede nell'attrarre donne. Si punta in particolare a quelle che attualmente sono fuori dal mondo del lavoro. Il divario di partecipazione è evidente anche dal tasso di inattività. Questo raggiunge il 37,1% per le donne, contro il 19% degli uomini.
Una simulazione presentata durante l'incontro offre prospettive interessanti. Se il tasso di occupazione femminile, attualmente al 60,9%, raggiungesse quello maschile (78,6%), la provincia potrebbe beneficiare di circa 50mila lavoratrici aggiuntive. Questo rappresenterebbe una risposta concreta alla prevista contrazione della popolazione in età lavorativa entro il 2050. Inoltre, tali prospettive potrebbero mitigare gli effetti dell'inverno demografico e la carenza di professionisti.
Superare gli stereotipi di genere
Le difficoltà nel reperimento di personale stanno spingendo alcune aziende a superare gli stereotipi. Si stanno aprendo nuove opportunità per ruoli tradizionalmente maschili. Tra questi, figure come specialiste e tecniche della salute. Sono ricercate anche professioniste nei settori ICT, ingegneria, architettura e nelle scienze matematiche, chimiche e fisiche. Questi ambiti, noti come STEM, vedono ancora una partecipazione femminile limitata.
Attualmente, solo il 41,1% delle donne sceglie percorsi di studio nelle discipline STEM. Questo dato è confrontato con il 60% registrato in tutti i corsi di laurea. Un fattore che penalizza ulteriormente la carriera femminile è la difficoltà nel conciliare lavoro e maternità. Dopo la nascita di un figlio, l'occupazione delle donne diminuisce del 33%.