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Umberto Bossi: "Salvini non segue la nostra strada"

20 marzo 2026, 10:46 6 min di lettura
Umberto Bossi: "Salvini non segue la nostra strada" Immagine da Wikimedia Commons Varese
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Umberto Bossi, fondatore della Lega, esprime critiche verso Matteo Salvini, affermando la necessità di un nuovo leader per il partito. Bossi ritiene che Salvini si sia allontanato dai principi originari della Lega.

Bossi Critica Salvini: "Serve Nuovo Leader"

Il fondatore della Lega, Umberto Bossi, ha espresso un giudizio netto sulla leadership attuale del partito. Ha dichiarato che la Lega necessita di una guida differente. Questa nuova figura dovrebbe riportare al centro l'autonomia e la questione settentrionale. Le sue parole sono emerse durante un'intervista rilasciata in occasione dei 40 anni della Lega. L'incontro si è tenuto nel suo villino a Gemonio, in provincia di Varese.

Bossi ha sottolineato come la Lega di un tempo fosse profondamente radicata nelle basi popolari. Ha ricordato i tempi in cui si parlava in dialetto nei consigli comunali, come a Varese. Queste radici profonde rendevano il partito solido. Oggi, secondo il fondatore, la direzione intrapresa è diversa. La sua critica è rivolta a Matteo Salvini, l'attuale segretario federale.

«Salvini prende la sua strada. Ognuno va per la sua strada», ha affermato Bossi. Ha aggiunto che «ci vuole un po' di testa». Il fondatore ritiene che Salvini non stia seguendo il percorso tracciato originariamente. La Lega, nella visione di Bossi, dovrebbe essere uno stimolo per cambiamenti significativi. La questione settentrionale, un tempo cavallo di battaglia, sembra essere stata messa da parte.

La Questione Settentrionale e le Radici della Lega

Umberto Bossi ha ribadito l'importanza della «questione settentrionale». Ha affermato che non gli sembra che Matteo Salvini abbia posto questo tema al centro dell'agenda politica. Per Bossi, è fondamentale tornare a quella direzione. Serve qualcuno che porti avanti con vigore le istanze del Nord. La Lega, nata nel 1984, aveva come obiettivo primario la valorizzazione delle autonomie locali.

Il fondatore ha ricordato i primi anni del partito, nati in un contesto politico differente. Il Partito Comunista Italiano era in declino e la Democrazia Cristiana aveva perso consensi. La Lega si inserì in quel vuoto, proponendo un modello di sviluppo diverso per il Nord Italia. L'intervista è stata rilasciata il 13 aprile 2024, in un momento di riflessione per il partito.

Bossi ha menzionato il suo ricordo più bello legato alla storia della Lega. Si tratta di un momento vissuto sul Po. Le ampolle di terra, simbolo di quel legame con il territorio, sono ancora conservate da Roberto Calderoli. Questo aneddoto sottolinea il forte legame emotivo e simbolico che Bossi ha con le origini del movimento.

Il Futuro della Lega: Successori e Cambiamenti

Alla domanda su chi potrebbe essere il suo successore, Umberto Bossi ha mostrato cautela. Ha elogiato Giancarlo Giorgetti, definendolo «uno bravo». Tuttavia, ha evitato di nominarlo direttamente per proteggerlo da possibili attacchi interni. Ha rivelato di aver sentito Giorgetti, ma non Salvini. Questo suggerisce una distanza anche a livello personale.

Bossi ha anche commentato l'attuale governo guidato da Giorgia Meloni. Ha affermato che «questo governo deve dare dei risultati». Non ha espresso un giudizio politico diretto, ma ha posto l'accento sulla necessità di azioni concrete. La sua attenzione sembra essere rivolta più alle dinamiche interne alla Lega e ai suoi principi fondanti.

Il fondatore ha anche spiegato la sua assenza a un evento a Varese. Ha dichiarato: «Non posso». Non ha fornito ulteriori dettagli sul motivo di questa impossibilità. La sua presenza fisica agli eventi pubblici è diventata limitata negli ultimi anni, ma la sua voce continua a farsi sentire nel dibattito politico.

Un Appello ai Leghisti: Programmi e Cambiamenti

Umberto Bossi ha rivolto un messaggio ai militanti della Lega. Ha sottolineato l'importanza di un programma politico che riscuota l'approvazione della gente. «Se la gente non approva, il programma è inutile. È una bolla di sapone», ha ammonito. La Lega deve funzionare da stimolo per cambiamenti importanti. Senza questi, il partito rischia di perdere la sua rilevanza.

L'intervista è stata un'occasione per ripercorrere la storia della Lega. Dalla fondazione nel 1984 a Gemonio, passando per le battaglie per l'autonomia, fino alle alleanze politiche. Bossi ha ricordato il suo ruolo di leader carismatico, capace di mobilitare le masse. La sua figura è indissolubilmente legata alla nascita e alla crescita del movimento.

La critica a Matteo Salvini non è nuova, ma questa volta appare più netta. Bossi sembra voler marcare una differenza sostanziale tra la sua visione della Lega e quella attuale. Il richiamo alle radici popolari e alla questione settentrionale è un monito chiaro. La Lega, secondo il fondatore, deve ritrovare la sua identità originaria per poter continuare ad essere un attore politico rilevante.

Contesto Storico e Politico

La Lega Nord è nata in un periodo di profonda trasformazione politica in Italia. Il sistema dei partiti tradizionali era in crisi. L'emergere di movimenti autonomisti e regionalisti fu una conseguenza di questa instabilità. Bossi seppe interpretare il malcontento di una parte del Paese, in particolare del Nord, che si sentiva trascurata da Roma.

Le prime elezioni in cui la Lega ottenne un risultato significativo furono quelle del 1990. Da allora, il partito ha attraversato diverse fasi, alternando successi elettorali a momenti di crisi. L'alleanza con Forza Italia di Silvio Berlusconi ha segnato una tappa importante, portando la Lega al governo per la prima volta nel 1994.

Negli anni, la Lega ha modificato il suo nome e il suo programma. Da Lega Nord a semplicemente Lega, il partito ha cercato di ampliare il suo bacino elettorale, rivolgendosi anche al Centro-Sud. Questa strategia, tuttavia, ha portato a un allontanamento dai temi originari, come lamentato da Bossi. La figura di Salvini ha rappresentato un cambiamento di stile e di prospettiva rispetto al fondatore.

L'intervista di Bossi si inserisce in un dibattito interno alla Lega sulla sua identità e sul suo futuro. Le parole del fondatore, pur provenendo da una figura storica, potrebbero avere un peso significativo nel plasmare le future scelte del partito. La critica alla leadership attuale solleva interrogativi sulla direzione che la Lega intende intraprendere.

Dettagli dell'Intervista

L'intervista si è svolta nel villino di via Verbano a Gemonio. Umberto Bossi, nonostante l'età e i problemi di salute, ha mantenuto una lucidità notevole. Era presente il figlio Renzo, figura anch'essa attiva nella politica locale. Anche Roberto Castelli, storico esponente leghista, era tra gli invitati. Castelli ha portato una torta con la scritta «Umberto ti vogliamo bene 40 anni di Lega Lombarda».

Erano presenti anche altri fondatori, come Giuseppe Leoni. La presenza di queste figure storiche sottolinea il valore simbolico dell'evento. La festa per i 40 anni della Lega è stata un'occasione per ricordare le origini e riflettere sul percorso fatto. La voce di Bossi, seppur lontana, è rimasta ferma nel trasmettere il suo messaggio.

Le sue parole sulla necessità di un nuovo leader e sulla deviazione dalla «strada battuta» originale sono un chiaro segnale. La Lega di oggi, secondo Bossi, ha perso il contatto con le sue radici. La critica è rivolta non solo a Salvini, ma anche alla linea politica generale del partito. L'appello è a un ritorno ai principi fondanti e a un rinnovamento che parta dal territorio.

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