Economia

Lombardia: Caro gasolio, aziende in crisi nonostante i tagli

22 marzo 2026, 02:22 5 min di lettura
Lombardia: Caro gasolio, aziende in crisi nonostante i tagli Immagine da Wikimedia Commons Varese
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Il prezzo del gasolio in Lombardia rimane elevato, nonostante gli interventi governativi sulle accise, mettendo a dura prova le imprese di trasporto merci e persone. L'aumento dei costi incide pesantemente sui bilanci aziendali.

Caro Gasolio: Prezzi Elevati Persistono in Lombardia

Il costo medio del gasolio al self service in Lombardia ha raggiunto la cifra di 1,96 euro al litro. Questo dato, reso noto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresenta un aumento significativo. Rispetto alla fine del 2025, il prezzo è salito di 34 centesimi, segnando un incremento del 20,9%. Anche confrontando con il giorno precedente all'attacco in Iran, l'aumento è di 26 centesimi, pari al 15%. Nonostante il taglio delle accise di 20 centesimi deciso dal Governo per mitigare l'impatto del caro-carburanti, le difficoltà persistono per molte attività.

La situazione è aggravata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che continuano a influenzare i mercati energetici globali. Il Governo italiano ha cercato di intervenire con misure volte a ridurre il peso delle accise sui carburanti, ma l'effetto sembra essere insufficiente a riportare i prezzi a livelli sostenibili per molte imprese. La pubblicazione dei dati sul sito ministeriale evidenzia la persistenza del problema.

Le criticità non riguardano solo il gasolio, ma anche altri settori legati ai trasporti e all'energia. L'incertezza sui mercati internazionali rende difficile prevedere un'inversione di tendenza nel breve termine. Le aziende si trovano a dover affrontare costi operativi sempre più elevati, con ripercussioni dirette sulla loro redditività.

Imprese del Trasporto: Un Settore Sotto Pressione

Le attività più colpite da questa situazione sono quelle definite “della strada”. Si tratta di imprese e lavoratori autonomi la cui sopravvivenza dipende dal trasporto di merci e persone. In Italia, secondo l'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, queste attività ammontano a 306.800. Rappresentano il 6,09% del totale delle imprese attive sul territorio nazionale, che supera i 5 milioni. Questo gruppo include agenti di commercio (203.742), operatori dell'autotrasporto e servizi di trasloco (68.482), tassisti e Ncc (31.590) e bus operator (2.993).

La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di imprese esposte a questi rincari. Conta ben 49.607 attività di questo tipo, pari al 6,14% del totale delle imprese regionali (808.499). Nello specifico, si contano 30.894 agenti di commercio, 10.384 addetti all'autotrasporto e traslochi, 8.055 tra taxi e Ncc, e 274 bus operator. Questi numeri evidenziano la centralità della regione nell'economia dei trasporti.

L'incidenza del costo del gasolio sui costi operativi di queste imprese può raggiungere il 30%. Questo dato sottolinea quanto sia cruciale il prezzo dei carburanti per la loro sostenibilità economica. Un aumento costante del costo del gasolio si traduce direttamente in una riduzione dei margini di profitto, mettendo a rischio la continuità aziendale.

Autotrasporto e Traslochi: Impatti Significativi

Il settore dell'autotrasporto merci su gomma è particolarmente colpito. Questa modalità di trasporto gestisce circa l'80% dei beni in circolazione. A questo si aggiungono i servizi correlati, come quelli di trasloco. Considerando le tariffe medie attuali, un pieno di gasolio per un autocarro di peso inferiore alle 7,5 tonnellate costa oggi 172 euro in più rispetto alla fine di dicembre 2025. Se i prezzi non dovessero diminuire, il rincaro annuale per ogni singolo mezzo potrebbe raggiungere i 12.350 euro.

La preoccupazione aumenta considerando che la spesa per il gasolio rappresenta una quota significativa, fino al 30%, dei costi di gestione complessivi per queste attività. L'aumento dei costi del carburante, unito ad altri fattori come il costo dei pneumatici e la manutenzione dei veicoli, crea una pressione finanziaria notevole. Le aziende sono costrette a rivedere i propri piani di investimento e a cercare strategie per ottimizzare i costi.

La dipendenza dal gasolio rende questo settore particolarmente vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi internazionali. Le aziende che operano nel trasporto merci su gomma sono alla costante ricerca di soluzioni per migliorare l'efficienza dei propri mezzi e ridurre i consumi. L'adozione di tecnologie più efficienti e la pianificazione logistica ottimizzata diventano fondamentali.

Distribuzione Geografica e Province Più Colpite

Analizzando i dati provinciali, l'area milanese risulta essere la più interessata, con 19.438 “attività della strada”. Segue Brescia con 5.736 imprese, e Bergamo con 4.790. Completano la top five Monza e Brianza (4.406) e Varese (3.384). Le altre province lombarde registrano numeri inferiori: Como (2.629), Pavia (2.346), Mantova (1.995), Cremona (1.733), Lecco (1.531), Lodi (972) e Sondrio (639).

Tuttavia, se si considera l'incidenza di queste attività sul totale delle imprese operanti in ciascun territorio, la provincia di Lodi risulta essere la più penalizzata, con il 7,21%. Seguono Cremona (6,98%), Monza e Brianza (6,97%), Lecco (6,95%), Como (6,33%) e Mantova (6,24%). Anche Milano si posiziona sopra la media regionale con il 6,18%. Province con percentuali inferiori alla media lombarda (6,14%) sono Varese (5,98%), Pavia (5,89%), Bergamo (5,79%), Brescia (5,49%) e Sondrio (4,92%).

Questi dati evidenziano come il problema del caro-carburante non sia uniforme sul territorio lombardo in termini di impatto percentuale. Alcune province, pur avendo un numero assoluto inferiore di imprese, vedono queste ultime rappresentare una quota più elevata del tessuto economico locale. Questo rende la situazione particolarmente critica per le economie di quelle aree.

Alternative Energetiche: Benzina ed Elettrico Non Offrono Sollievo

La crisi dei carburanti non si limita al solo gasolio. Anche i costi legati all'energia elettrica e alla benzina verde presentano scenari poco incoraggianti. Negli ultimi venti giorni, il costo per la ricarica completa di un veicolo elettrico è aumentato da circa 70 euro a circa 100 euro, con un incremento del 43%. Questo rende l'opzione elettrica meno conveniente di quanto previsto, soprattutto per le flotte aziendali.

Anche il prezzo della benzina verde ha subito rincari. La tariffa media esposta ieri nei distributori della Lombardia era di 1,71 euro al litro (self service). Si tratta di tre centesimi in più rispetto al 31 dicembre 2025 e di circa quattro centesimi rispetto al 27 febbraio, il giorno prima dell'attacco all'Iran. Questi aumenti, seppur minori rispetto al gasolio, contribuiscono a un generale innalzamento dei costi di gestione per chi utilizza veicoli a benzina.

La situazione generale dei prezzi dei carburanti, inclusi benzina ed elettricità, crea un quadro complesso per le imprese. La ricerca di alternative energetiche più economiche diventa sempre più urgente. Tuttavia, le opzioni disponibili sembrano anch'esse soggette a significative fluttuazioni di prezzo. Le aziende sono quindi chiamate a una pianificazione strategica attenta per affrontare questi aumenti.

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