La Treccani dedica un volume a Gigi Riva, "Rombo di Tuono", nella collana "Miti Italiani", celebrando la sua figura leggendaria nel calcio e come simbolo di fedeltà.
La Treccani celebra "Rombo di Tuono"
L'Enciclopedia Italiana Treccani ha deciso di rendere omaggio a Gigi Riva. Lo fa attraverso un volume dedicato alla sua straordinaria carriera. Il libro fa parte della collana intitolata "Miti Italiani". Questa pubblicazione ripercorre la vita dell'atleta. Esplora le sue imprese sportive e la sua complessità umana. Riva è considerato uno dei più grandi calciatori italiani di sempre. La sua figura trascende il semplice sport.
Nato il 7 novembre 1944 a Leggiuno, in provincia di Varese, Luigi Riva è scomparso a Cagliari il 22 gennaio 2024. Era noto per la sua incredibile abilità nel gioco aereo. Tuttavia, la sua arma principale era il sinistro. Con questo piede ha segnato gol memorabili. Le sue reti sono entrate nella storia del calcio italiano. Spesso realizzate in acrobazia o al volo, dimostravano una tecnica sopraffina. Il giornalista sportivo Gianni Brera gli attribuì il soprannome "rombo di tuono". Questo appellativo sottolineava la sua potenza agonistica.
Le sue gesta in campo non sono l'unico motivo della sua leggenda. Carlo Maria Ossola, presidente dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, evidenzia un aspetto cruciale. Ossola, nella presentazione del volume, afferma che Riva è stato celebrato ben oltre la potenza del suo tiro. È diventato un idolo per la sua incrollabile fedeltà alla maglia del Cagliari. Nonostante le numerose offerte da club più blasonati del continente, Riva scelse di rimanere in Sardegna. Questa scelta toccava una corda profonda di appartenenza. Rappresentava la fedeltà a una vocazione, non semplicemente a un mestiere. In un'intervista rilasciata a Monaco nel 2005, Riva dichiarò: «Io avrei pagato per giocare al calcio, mentre mi pagavano». Questo aneddoto racchiude il fascino della sua storia. La sua fedeltà a una vocazione, a una Regione e a un sogno lo rende un mito intramontabile.
Un mito tra campo e vita privata
Il volume dedicato a Gigi Riva si articola su due piani narrativi distinti. Da un lato, viene esplorato l'eroe popolare. Il calciatore è presentato come simbolo di riscatto per la Sardegna. È un'icona nazionale che ha ispirato generazioni. Dall'altro lato, emerge l'uomo riservato. La sua vita è stata segnata da lutti familiari e da infortuni. Ha scelto una vita lontana dai riflettori e dal clamore mediatico.
Il curatore del libro, Giorgio Pitzianti, delinea le coordinate emotive dell'infanzia di Riva. Inizia con un periodo sereno nel suo paese natale, Leggiuno. Successivamente, l'infanzia viene segnata da perdite precoci. Questi eventi diventano la matrice della sua identità. La necessità di trasformare il dolore in energia agonistica si manifesta pienamente in Sardegna. Riva arriva sull'isola a soli diciannove anni. Qui non diventa solo un campione. Diventa il fulcro di un progetto collettivo ambizioso.
Il Cagliari che conquistò lo scudetto nel 1970 non fu un episodio casuale. Rappresentò il culmine di una costruzione lenta e ponderata. Riva ne era il centro indiscusso. La squadra non era più semplicemente un insieme di giocatori, ma un'entità costruita attorno alla sua figura. Gli anni di crescita e le prestazioni straordinarie portarono alla storica vittoria dello scudetto. Questo trionfo è indissolubilmente legato anche alla figura di Manlio Scopigno. L'allenatore era un personaggio fuori dal comune. Con Riva, si realizzò un incontro perfetto. Quello tra un tecnico definito "filosofo" e un attaccante considerato un "artista" del pallone.
Tra Nazionale, record e fragilità
Il libro, arricchito da un vasto apparato iconografico, non trascura le imprese di Gigi Riva con la Nazionale italiana. Vengono ripercorse le sue partecipazioni all'Europeo del 1968 e al Mondiale del 1970. Non mancano i record detenuti, come i 35 gol segnati in 42 partite con la maglia azzurra. Vengono anche analizzati gli infortuni che hanno segnato profondamente la sua carriera. Dalla narrazione emerge una duplice dimensione della sua personalità. Da un lato, il campione trascinatore, capace di caricarsi la squadra sulle spalle. Dall'altro, l'uomo vulnerabile, segnato dalle difficoltà della vita.
La Sardegna si rivela essere l'habitat ideale per Riva. Qui ha potuto vivere al meglio la sua riservatezza. Ha potuto mantenere il suo disinteresse per i clamori della fama. Ha evitato gli effetti distorti della popolarità. La sua scelta di vita ha contribuito a creare un legame indissolubile con l'isola e i suoi abitanti. La sua figura è diventata un simbolo di identità e appartenenza per la comunità sarda.
La presentazione ufficiale del volume si terrà il 7 novembre. La data non è casuale: coincide con il giorno in cui Riva avrebbe compiuto 82 anni. L'evento si svolgerà alle ore 20:30 presso il Teatro Lirico di Cagliari. Durante la serata, autori del libro e protagonisti dello scudetto del 1970 rievocheranno la storia di Gigi Riva. Ci saranno letture, testimonianze e performance musicali dal vivo. Tra gli artisti presenti: Moses Concas, Chiara Effe & Band e Piero Marras. Nel foyer del Teatro sarà allestita anche una mostra dedicata alla sua carriera. L'evento, già registrato come esaurito, è realizzato in collaborazione con il Cagliari Calcio. Il quotidiano L'Unione Sarda figura come media partner. Il patrocinio dell'iniziativa è concesso dal Comune di Cagliari e dalla Regione Sardegna.