La Brianza registra un aumento eccezionale di lavoratori frontalieri diretti in Ticino, superando in crescita le province storicamente più rappresentate come Como e Varese. I dati dell'Ufficio federale di statistica svizzero evidenziano questo nuovo trend.
Boom di frontalieri dalla Brianza
Il dinamismo lavorativo dei residenti della Brianza si estende ora oltre i confini nazionali. Tradizionalmente attratti da Milano, molti brianzoli scelgono ora il Canton Ticino per opportunità professionali. Aree come Seregno, Desio e Lissone vedono un quasi raddoppio dei permessi G attivi in Svizzera negli ultimi dieci anni.
Questa tendenza segna un cambiamento significativo rispetto al passato. Un tempo, Milano rappresentava il principale polo d'attrazione per i lavoratori brianzoli. Il proverbio locale «Chi volta ul cü a Milan, volta ul cü al pann» testimoniava questa forte connessione.
Dati svizzeri confermano il trend
Le statistiche dell'Ufficio federale di statistica svizzero delineano chiaramente questa evoluzione. Tra il 2015 e il 2025, il numero totale di frontalieri italiani con permesso G è cresciuto di oltre 20.000 unità, raggiungendo quota 91.246. La Lombardia contribuisce significativamente con 68.371 lavoratori attivi in Ticino.
Anche altre province lombarde mostrano una presenza di frontalieri. Sondrio conta 5.200 lavoratori, principalmente impiegati nei Grigioni. Milano registra oltre 2.000 frontalieri, mentre Monza e Brianza ne conta quasi 1.000. Si segnalano inoltre presenze da Bergamo (400) e Brescia (300).
Crescita record in Brianza
Se Como e Varese continuano a essere province con un elevato numero di residenti frontalieri, è la provincia di Monza e Brianza a registrare l'incremento più notevole. In soli dieci anni, il numero di permessi G attivi in Ticino è passato da 508 a 903, con un aumento del 77,7%. Questo dato supera significativamente la crescita registrata da altre province.
Como ha visto un aumento del 23,6%, con 6.145 nuovi frontalieri. Varese ha registrato un +21%, con 5.457 lavoratori in più. Anche Milano ha visto una crescita del 19,1%, con 326 nuovi frontalieri.
Le province di Como e Varese restano importanti
Nonostante il boom della Brianza, le province di Como e Varese mantengono la loro posizione di rilievo per l'occupazione in Ticino. Attualmente, Como conta 32.800 frontalieri e Varese 31.900. Queste cifre testimoniano la consolidata relazione lavorativa tra queste aree e il Canton Ticino.
La migrazione lavorativa transfrontaliera continua a essere un fenomeno importante per l'economia locale e svizzera. I dati evidenziano una diversificazione delle aree di provenienza dei lavoratori, con una crescente attrattiva verso il Canton Ticino.