Fontana ricorda Bossi: "La voce del Nord, aveva visto giusto"
Attilio Fontana, presidente della Lombardia, ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi, fondatore della Lega. Fontana ha rievocato la figura di Bossi come "la voce del Nord", sottolineando la sua lungimiranza politica e la difesa dei valori territoriali.
Fontana: "Bossi aveva visto giusto su Roma"
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha voluto dedicare un commosso ricordo a Umberto Bossi, scomparso recentemente. Le parole del governatore lombardo risuonano con particolare intensità, rievocando un episodio avvenuto lo scorso dicembre, durante la Prima della Scala. In quell'occasione, Fontana notò l'assenza di rappresentanti romani, un fatto che gli ricordò le parole di Bossi.
Fontana ha affermato: «A distanza di tempo mi viene da dire che, come in tutti gli altri casi, Bossi aveva visto giusto». Questa frase fa riferimento alla percezione di Bossi, e ora condivisa da Fontana, che «Roma vive la Lombardia con fastidio». Il governatore ha aggiunto: «Il Nord è antipatico perché qui le cose funzionano».
Queste dichiarazioni sottolineano una visione politica radicata nella difesa degli interessi e dell'autonomia del territorio lombardo e del Nord Italia. La sensazione di essere trascurati o osteggiati da Roma è un tema ricorrente nel discorso politico legato alla Lega e ai suoi fondatori. Fontana, citando il compianto leader, ribadisce questa percezione con forza.
Il cordoglio del Governatore per la scomparsa del "Senatur"
La notizia della morte di Umberto Bossi ha suscitato un «dolore grande» in Attilio Fontana. Il presidente lombardo ha descritto il fondatore della Lega come un maestro, una figura che ha profondamente influenzato il suo percorso politico e quello di molti altri. Le parole di Fontana trasmettono un senso di profonda tristezza e rispetto per la figura di Bossi.
«La notizia della morte mi riempie di tristezza», ha dichiarato Fontana, sottolineando il legame che lo univa al leader storico della Lega. Il governatore ha poi aggiunto che Bossi era «la voce del Nord». Questa definizione non è casuale, ma racchiude l'essenza della sua azione politica: dare voce e rappresentanza a un'area geografica e a un sentire comune.
Fontana ha proseguito: «Ha portato valori autentici, veri: il territorio, la comunità, l’identità». Questi valori, secondo il presidente, non svaniranno con la scomparsa del fondatore, ma rimarranno vivi in coloro che hanno creduto e continuano a credere nel progetto politico da lui avviato. Un ringraziamento sentito è stato rivolto a Bossi: «Grazie, Umberto. Per tutto quello che hai dato a questa terra».
La Rosa Camuna: un riconoscimento per la "voce del Nord"
Il governatore della Lombardia ha ricordato un momento significativo avvenuto un paio di anni fa. In quell'occasione, Fontana decise di insignire Umberto Bossi con la Rosa Camuna, la più alta onorificenza della Regione Lombardia. Questo gesto, tuttavia, non fu esente da critiche.
«Qualcuno mi criticò, mi chiese se ne ero proprio convinto», ha rivelato Fontana. Nonostante le perplessità espresse da alcuni, il presidente ha mantenuto ferma la sua decisione. «Parole che non hanno in alcun modo scalfito la mia determinazione di premiare e soprattutto ringraziare chi, come te, ha sempre amato e tenuto alto i valori e la storia della nostra Lombardia», ha spiegato Fontana.
Questo episodio evidenzia la profonda stima e il legame di Fontana con Bossi, visto come un pilastro nella difesa e nella promozione dei valori lombardi. L'abbraccio ideale alla famiglia del compianto leader è stato accompagnato dalla promessa: «La Lombardia non ti dimenticherà mai».
La difesa di Bossi da Salvini: "È il fondatore, non scherziamo"
Il rapporto tra Attilio Fontana e Umberto Bossi è stato caratterizzato anche da momenti di forte lealtà politica, specialmente in contesti di tensione interna alla Lega. Un episodio emblematico risale al 2024, quando Bossi decise di staccarsi dalla Lega per aderire alla corrente di Comitato Nord.
In quel frangente, il segretario del partito, Matteo Salvini, ventilò l'ipotesi di un'espulsione per Bossi. La reazione di Fontana fu immediata e decisa. Il governatore mise in guardia il suo segretario: «Su Bossi non scherziamo: non ci si può neppure fare cenno. È il fondatore».
Questa presa di posizione avvenne in un periodo cruciale, in piena campagna elettorale per le elezioni regionali lombarde. La difesa di Fontana nei confronti del fondatore della Lega dimostra la sua fedeltà e il rispetto per il ruolo storico di Bossi all'interno del movimento. L'idea di espellere colui che aveva dato vita al partito era considerata da Fontana inaccettabile.
L'incontro a Palazzo Lombardia: "Bossi lucidissimo"
A ulteriore testimonianza del legame tra i due, il 20 dicembre, poco prima di Natale, Umberto Bossi fece visita ad Attilio Fontana a Palazzo Lombardia. Durante questo incontro, Bossi ribadì la sua volontà di sostenere Fontana nella sua corsa alla presidenza della Lombardia.
Fontana accolse con favore questa dichiarazione di appoggio: «Riferirò questa disponibilità ai miei alleati del centrodestra», commentò all'epoca. Sottolineò l'importanza di questo sostegno, affermando che «tutti gli altri dettagli saranno trattati in successivi incontri». L'incontro fu un momento di dialogo politico e di rafforzamento delle alleanze.
Alla domanda su come avesse trovato Bossi, il governatore rispose con ammirazione: «Lucidissimo come sempre e bravissimo». Queste parole confermano la percezione di Fontana sulla vitalità intellettuale e politica del fondatore della Lega, anche in un periodo avanzato della sua vita. Bossi, per Fontana, rimaneva «la vera voce del Nord, forse l’unica».
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