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Il collettivo comico Casa Surace porta in scena a Milano e in Lombardia il suo spettacolo "Riunione di condominio", celebrando un decennio di successi online e sul palco. L'obiettivo è creare unione e inclusione, superando le divisioni.

Casa Surace festeggia dieci anni di carriera

Il noto gruppo comico Casa Surace fa il suo ritorno nella scena milanese. Presentano il loro ultimo lavoro teatrale, intitolato «La riunione di condominio». Questo spettacolo segna un importante traguardo: dieci anni di attività artistica. Il collettivo ha raggiunto una vasta popolarità, contando milioni di seguaci online. Le date previste in Lombardia sono tre. Si inizia mercoledì 8 aprile al teatro Manzoni di Milano. Successivamente, lo spettacolo sarà replicato l’8 maggio a Gallarate. La tournée lombarda si concluderà il 30 maggio a Varese. A condividere i dettagli di questa nuova avventura è Riccardo Betteghella. Lui è uno dei membri del gruppo, definito il «milanese» di Casa Surace, nonostante sia originario di Napoli.

Lo spettacolo come metafora di unione

Betteghella, 36 anni, descrive la loro presenza a Milano con entusiasmo. Afferma: «Dove ci metti stiamo bene». Sottolinea come il gruppo si senta a proprio agio in diverse situazioni, inclusa la città meneghina. «Noi abbiamo fatto l’Erasmus a Milano!» esclama. Il gruppo celebra un decennio di attività. Betteghella riconosce che in un’era digitale, caratterizzata da rapidi cicli di successo e declino, essere attivi da dieci anni li rende dei «veterani». Il segreto, secondo lui, risiede nella capacità di adattarsi ai cambiamenti. Devono adeguarsi ai nuovi linguaggi e alle tendenze. Tutto ciò, cercando sempre di preservare la loro identità distintiva. Non esiste una ricetta magica, ma si mantengono «giovani» grazie a questo continuo processo di rinnovamento.

Il "pacco da giù" e la riunione di condominio

Lo spettacolo «La riunione di condominio» viene paragonato a un vero e proprio «pacco da giù». Questo simbolo rappresenta il legame con le proprie origini e con i propri cari lontani. Il «pacco da giù» è un modo per sentirsi vicini, indipendentemente dalla distanza. Contiene spesso cibo, ma il suo valore va oltre. È un gesto che avvicina le persone. L’idea della riunione di condominio nasce dalla volontà di creare un contesto istituzionale. Questo viene poi trasformato in un momento di «caciara», riflettendo la realtà di molte assemblee. L’obiettivo è portare all’ordine del giorno dei temi. Si cerca di trovare un punto d’incontro. Questo avviene sia sul palco che attraverso l’interazione con il pubblico. Il messaggio è quello dell’unità. Nonostante le divergenze di opinione, si punta a raggiungere un risultato condiviso. Si valorizza l’incontro tra i diversi punti di vista.

Intergenerazionalità e comicità italiana

Il condominio messo in scena mescola diverse generazioni. Questo rispecchia la composizione del loro pubblico online. Inizialmente presenti su Facebook, hanno visto l’arrivo di un pubblico più adulto. Successivamente, si sono spostati su Instagram e TikTok. La loro comicità è definita «scritta» e «teatrale». È pensata per essere intergenerazionale. La figura di mamma Antonella che prepara il «pacco da giù» crea un legame empatico. Il web è la loro «casa». Tuttavia, si sentono a proprio agio anche sul palcoscenico. La regia di Paolo Ruffini e l’esperienza teatrale di Antonella Morea contribuiscono alla riuscita dello spettacolo. Riguardo alla comicità italiana attuale, Betteghella nota una divisione. La comicità «istituzionale» a volte evita temi d’attualità. Questo può essere un bene per offrire distrazione. Altre volte, può essere un segnale di autocensura. Tuttavia, si osserva un ritorno al cabaret «alla Zelig». Anche i giovani riscoprono questo tipo di umorismo. Betteghella ritiene che ci sia spazio per una comicità più «pungente» e «tagliente».

Il "milanese" Ricky e l'inclusività

Riccardo Betteghella si considera il membro «milanese» del gruppo. Dopo dieci anni, si sente davvero legato alla città. Descrive se stesso come il più «precisino» e «sistematico». Per questo motivo, si sentiva adatto a interpretare il ruolo del milanese. Il collettivo, invece, ha mantenuto la sua base a Napoli. Alcuni membri si sono persino spostati più a sud, a Sala Consilina. Hanno fatto il percorso opposto ai fuorisede. Nonostante ciò, Milano rimane un luogo familiare. È la città dove hanno trascorso più tempo negli ultimi anni. Il pubblico milanese, inoltre, si sente parte integrante dello spettacolo. I partecipanti sono invitati a prendere parte attivamente. Chi assiste allo spettacolo troverà l’ordine del giorno sulla poltrona. Diventerà un «condomino» tra loro. Alcuni spettatori saliranno persino sul palco. Questa interazione risponde alle richieste dei fan di partecipare ai loro video. Affrontano insieme problemi comuni, portando spunti divertenti. L’intento è lasciare una «piccola morale»: essere più inclusivi. Nessuno deve sentirsi escluso. Il condominio diventa una metafora della città, della nazione e del mondo. Si incoraggia a guardare oltre il proprio «orticello» e a prestare attenzione a chi ci circonda.

La lasagna come simbolo di unione

Per concludere, Betteghella propone la lasagna come piatto che unisce tutti. La sua struttura a strati simboleggia l’uguaglianza. Nessuno strato è superiore agli altri. È un piatto interregionale. Nato a Bologna, è apprezzato in tutto il paese. Ogni regione lo interpreta a modo proprio. Può essere preparata in versione vegetariana o con carne. La lasagna non genera controversie. A differenza della carbonara, dove modifiche agli ingredienti possono creare dissensi. La lasagna, invece, riesce a mettere d’accordo tutti. È un esempio di come le differenze possano coesistere armoniosamente.

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