Cronaca

Carburanti: la Svizzera non conviene più, italiani risparmiano

16 marzo 2026, 08:45 2 min di lettura
Carburanti: la Svizzera non conviene più, italiani risparmiano Immagine da Wikimedia Commons Varese
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Prezzi carburanti al confine: inversione di tendenza

La recente escalation delle tensioni in Medio Oriente, con ripercussioni sullo Stretto di Hormuz, ha causato un significativo aumento dei prezzi del petrolio a livello globale. Questo fenomeno ha portato a un'inversione di tendenza nei costi del carburante al confine tra Italia e Svizzera.

Se in passato era comune vedere automobilisti italiani recarsi in Ticino per fare rifornimento, oggi la situazione si è capovolta. Molti distributori svizzeri registrano un calo drastico delle vendite, con prezzi al litro superiori a quelli praticati in Italia.

Il crollo delle vendite in Ticino

Dati recenti del Touring Club Svizzero evidenziano un crollo delle vendite di carburante in Ticino di circa il 50% dal 2019 ad oggi. Località come Stabio, un tempo meta di lunghe code di auto, ora appaiono quasi deserte.

La convenienza che caratterizzava i distributori svizzeri è ormai un lontano ricordo. Attualmente, sono i frontalieri e i residenti svizzeri a varcare il confine per approfittare dei prezzi più bassi in Italia, sostenuti anche da un franco svizzero forte rispetto all'euro.

Risparmio concreto per gli automobilisti

Per un pieno medio di 50 litri di diesel, rifornirsi in Italia può comportare un risparmio di oltre 10 franchi svizzeri rispetto ai distributori del vicino cantone. Tale differenza aumenta ulteriormente sui tratti autostradali.

In alcuni casi, il risparmio su un singolo pieno può superare i 35 franchi svizzeri, una cifra che incide notevolmente sul bilancio mensile di chi percorre quotidianamente lunghe distanze.

Analisi dei costi: tasse e margini

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le tasse non sono l'unica causa dei prezzi più elevati in Svizzera. Sebbene l'imposta sugli oli minerali sia leggermente superiore, l'IVA più alta applicata in Italia attenua la differenza complessiva. In percentuale, le imposte sul prezzo finale sono circa il 59% in Italia contro il 53% in Svizzera.

La discrepanza maggiore sembra risiedere nei margini delle compagnie petrolifere e nei costi di distribuzione. Le analisi indicano che la quota destinata alla filiera distributiva in Svizzera è mediamente più alta rispetto all'Italia, anche considerando i costi di acquisto, raffinazione e trasporto del greggio.

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