Politica

Addio a Umberto Bossi: ricordi e malinconia a Gemonio, poi Pontida

20 marzo 2026, 22:28 6 min di lettura
Addio a Umberto Bossi: ricordi e malinconia a Gemonio, poi Pontida Immagine da Wikimedia Commons Varese
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La Lega saluta il suo fondatore, Umberto Bossi. Commemorazioni a Gemonio con cimeli e ricordi, seguite dai funerali a Pontida. Presenti esponenti del partito, inclusa una visita di Matteo Salvini.

Gemonio ricorda il "Capo" tra cimeli e nostalgia

La comunità di Gemonio, paese natale di Umberto Bossi, si è stretta nel ricordo del suo illustre concittadino. Non si è verificato un vero e proprio pellegrinaggio alla sua abitazione. Le spoglie del Senatur erano state trasferite giovedì sera. Provenivano dall'Ospedale di Circolo di Varese. La memoria del leader leghista è affidata a gesti semplici ma carichi di significato. Un lenzuolo bianco, con la scritta verde "Vota Bossi", è stato affisso alla rotonda d'ingresso del paese. Un altro striscione è apparso sulla cancellata della sua villetta. "Saremo per sempre i tuoi giovani padani", recita il messaggio. Una famiglia ha lasciato un mazzo di rose verdi. La dedica esprimeva profonda nostalgia. "Sei stato e resterai sempre un simbolo del Nord". Citava anche lo "Stato della Lombardia".

Un'antica bandiera della Lega Lombarda, raffigurante Alberto da Giussano, è stata esibita con orgoglio. Una giovane ragazza l'ha sventolata per circa mezz'ora davanti alla casa di Bossi. Questo gesto ha richiamato l'attenzione dei presenti. L'atmosfera era carica di commozione e rispetto. Molti residenti hanno voluto omaggiare la figura del fondatore della Lega. La sua eredità politica e personale è ancora viva nel cuore di molti.

Militanti e pionieri leghisti: "Se ne va un sogno"

Tra i pochi a spingersi fino all'abitazione del Senatur, animati da tristezza e rimpianto, vi era Daniele Zorzo. Questo quarantottenne di Albizzate ha voluto lasciare un segno tangibile del suo affetto. Ha annodato al cancello un grande bandierone della Lega Nord. Su di esso ha aggiunto una scritta di suo pugno. "La Lega il nostro orgoglio, il tuo coraggio la nostra forza, le tue idee le nostre battaglie! Grazie Capo!". Ha deposto anche una rosa rossa sul muretto. Le lacrime rigavano il suo volto mentre parlava. "Lo seguivo da sempre, da quando ero alle medie", ha confessato. "È una parte della mia vita che se ne va. Se ne va un sogno".

Zorzo ha aggiunto: "Era la Lega, quella vera, quella che aveva un cuore". Ha sottolineato l'importanza degli insegnamenti ricevuti. "Il più grande: avere coraggio". Anche i pionieri, i primi sostenitori di Bossi a Gemonio, hanno espresso il loro cordoglio. Il tempo e le vicende politiche hanno inciso sulle loro passioni. Salvatore Palazzo, con tessera del 1992, ha risposto a una chiamata del cronista. È stato per dieci anni capogruppo del Carroccio in Consiglio Comunale. Per altrettanti anni ha ricoperto il ruolo di segretario di una sezione ora chiusa. Palazzo ha ricordato l'impatto di Bossi sulla politica italiana. "Con la sua discesa in campo Bossi ha cambiato l'Italia". Ha evidenziato il suo ruolo nell'unire il centrodestra con Silvio Berlusconi. "Se la Lega si trova dov'è oggi, lo si deve a lui".

Dal silenzio della comunità è emersa Gabriella, residente storica di Gemonio. L'ha descritto come "un combattente. Un uomo libero". Ha rievocato gli anni '90. "Ho votato Lega e ho anche militato. Erano gli anni grandi di Bossi". La sua testimonianza conferma il forte legame tra il leader e il territorio. La sua figura ha segnato profondamente la storia recente della regione.

Politici e istituzioni rendono omaggio a Bossi

La presenza di esponenti politici alla villetta di Gemonio è stata volutamente contenuta. Questo per rispettare l'appello alla riservatezza. L'appello era stato lanciato su Instagram da Renzo Bossi, figlio maggiore di Umberto e Manuela Marrone. Nonostante ciò, alcune figure di spicco hanno voluto testimoniare la loro vicinanza. Giancarlo Giorgetti è stato tra i primi ad arrivare. Si è presentato verso le nove del mattino. Ha scambiato un rapido abbraccio con Renzo Bossi. Poi è entrato nell'abitazione, trattenendosi per oltre tre ore. Al momento dell'uscita, ha preferito mantenere il silenzio. Poco dopo è arrivato Marco Reguzzoni. La sua visita è stata piuttosto lunga. Reguzzoni è stato capogruppo del Carroccio alla Camera. Ha ricoperto anche la carica di presidente della Provincia di Varese.

Uscendo, Reguzzoni si è incamminato a piedi. Era circondato da numerosi giornalisti, fotografi e telecamere. Ha dichiarato: "Per tutti gli amici di Bossi l'appuntamento sarà domenica nell'abbazia di Pontida. Sarà il modo migliore per ricordare un grandissimo uomo". Alla domanda se Pontida fosse una scelta voluta da Bossi, ha risposto: "È una scelta assolutamente simbolica, voluta dalla famiglia". Nel pomeriggio è giunto Attilio Fontana, governatore della Lombardia. Ha espresso il suo cordoglio con parole sentite. "Oggi la Lega perde chi l'ha inventata e io perdo un amico". La sua presenza ha sottolineato il legame istituzionale e personale con il fondatore della Lega.

Matteo Salvini a Gemonio: la visita attesa

L'attesa per la presenza di Matteo Salvini è stata palpabile. Dopo una serie di incertezze, tra conferme e smentite, è arrivato nel tardo pomeriggio. Erano ormai le sei di sera quando il segretario e vicepremier è entrato nell'abitazione. Non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti presenti. Si è trattenuto per circa un'ora e mezza. All'uscita, ha salutato con un semplice "buonasera". Un modo per congedarsi e invitare i cronisti a fare spazio. La sua Volkswagen Passat 2000 era circondata da telecamere e fotografi. Tutti speravano in una sua parola. La visita di Salvini, seppur breve e senza dichiarazioni, ha avuto un forte valore simbolico. Ha rappresentato un momento di ricomposizione interna per il partito. Ha mostrato rispetto per la figura storica di Umberto Bossi.

La sua presenza ha chiuso, in qualche modo, il capitolo delle commemorazioni a Gemonio. L'attenzione si è ora spostata verso Pontida. Lì si terranno i funerali ufficiali. La scelta di Pontida non è casuale. È il luogo simbolo delle adunate leghiste. Rappresenta il cuore pulsante del movimento fondato da Bossi. La famiglia ha voluto che l'ultimo saluto avvenisse in questo luogo carico di storia e significato.

Pontida, il cerchio si chiude nell'abbazia

I funerali di Umberto Bossi si svolgeranno domani, domenica 22 marzo, a mezzogiorno. La cerimonia avrà luogo nell'abbazia del monastero di San Giacomo a Pontida. Questo luogo è da sempre considerato il "golfo mistico" della Lega. È un sito evocatore di grandi raduni e momenti storici per il partito. Il primo raduno nel prato di Pontida risale al 20 maggio 1990. Fu un trionfo per Bossi. Ottomila persone lo salutarono al grido di "Roma ladrona, la Lega non perdona".

Renzo Bossi ha spiegato la scelta di Pontida nel suo messaggio. "La famiglia, volendo condividere l'ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega, ha deciso che i funerali di Umberto Bossi si tengano a Pontida". L'obiettivo è quello di chiudere il cerchio. Mettere un ultimo suggello alla "grande avventura" leghista. La scelta di Pontida è quindi altamente simbolica. Rappresenta il ritorno alle origini. Un omaggio alla figura del fondatore. Un modo per rinsaldare l'identità del movimento. La comunità leghista si prepara a dare l'addio definitivo al suo "Capo". Lo farà nel luogo che più di ogni altro rappresenta la sua eredità politica.

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