Addio a Umberto Bossi, il fondatore della Lega
Addio al Senatur: Umberto Bossi si è spento a Varese
Umberto Bossi, figura centrale della politica italiana e fondatore della Lega, è deceduto all'età di 84 anni. Il leader storico si trovava ricoverato in terapia intensiva presso l'ospedale di Varese, dove era stato ammesso mercoledì.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo politico, in particolare tra i militanti e i dirigenti della Lega, che lo ricordano come il loro indimenticato «Senatur».
La lunga carriera politica di Umberto Bossi
Bossi è stato una figura di spicco per oltre quarant'anni, caratterizzando il panorama politico italiano con il suo stile diretto e spesso provocatorio. Fondatore della Lega Lombarda, poi evolutasi in Lega Nord, è stato il principale fautore del movimento secessionista della Padania, coniando slogan iconici come «Roma Ladrona».
La sua carriera lo ha visto ricoprire importanti incarichi istituzionali: è stato deputato per sette legislature, senatore per due e ministro in tre governi, sempre al fianco di Silvio Berlusconi. Ha inoltre avuto esperienze a Bruxelles, come membro del Parlamento Europeo.
Uno stile politico inconfondibile
Il suo modo di fare politica era riconoscibile per la sua radicalità e intransigenza. Dalla celebre canotta bianca ai cori da stadio, passando per appellativi irriverenti verso gli avversari politici, Bossi ha sempre mantenuto un approccio schietto e senza filtri. Eventi come il raduno di Pontida, l'ampolla con l'acqua del Po e la dichiarazione di indipendenza della Padania a Venezia sono rimasti impressi nella memoria collettiva.
Bossi era noto anche per essere un accanito fumatore, con aneddoti che raccontano di un consumo di sigari notevole, quasi leggendario, testimonianza di una personalità forte e senza compromessi.
Le sfide personali e l'eredità politica
La vita politica di Bossi è stata segnata anche da importanti sfide personali. Nel 2004 fu colpito da un ictus, preceduto da altri malori negli anni precedenti. Nonostante le difficoltà di salute, ha continuato a mantenere un ruolo di primo piano nel partito, anche se nel 2012 ha lasciato la guida operativa della Lega, che vedeva l'ascesa di Matteo Salvini.
Nonostante le dimissioni da ministro, optò per un posto all'Europarlamento, rimanendo presidente federale del partito. La Lega, attraverso il suo attuale leader, ha espresso profondo cordoglio, promettendo di proseguire nel solco tracciato dal fondatore.
La sua figura politica è stata influenzata anche da un background familiare particolare, con una nonna sindacalista di ispirazione socialista. Bossi ha sempre ricordato brevi periodi di impegno a sostegno del Cile di Allende, pur smentendo una militanza nel PCI.
La famiglia e le vicende personali
Umberto Bossi si è sposato nel 1975 con Gigliola Guidali, da cui ha avuto il figlio Riccardo. Successivamente, la sua compagna politica è diventata Manuela Marrone, figura storica della Lega Lombarda, che ha messo a disposizione la sua casa per le prime riunioni del partito. Con Manuela Marrone ha avuto altri tre figli: Renzo, noto come «il Trota», che ha intrapreso una carriera politica diventando il più giovane consigliere regionale della Lombardia; Roberto Libertà; ed Eridano Sirio.
Il matrimonio con Manuela Marrone è avvenuto nel 1994, poco prima del congresso della Lega. Bossi era noto per le sue posizioni contro l'aiuto domestico, ritenendo che la famiglia dovesse basarsi sull'organizzazione interna e sull'autonomia dei figli.