La linea ferroviaria Besanino subirà uno stop di un anno, dal settembre 2026 all'agosto 2027, per lavori legati alla Pedemontana. I pendolari esprimono forte preoccupazione per le soluzioni di trasporto alternative proposte, giudicate inadeguate.
Besanino: Stop di un anno per lavori Pedemontana
La linea ferroviaria del Besanino si prepara a un lungo periodo di inattività. A partire dal prossimo 7 settembre 2026, il servizio subirà un'interruzione che si protrarrà fino al 28 agosto 2027. Questa drastica misura è necessaria per consentire lo svolgimento dei lavori di costruzione del nuovo tracciato della Pedemontana. L'annuncio ha generato notevole apprensione tra i migliaia di pendolari che ogni giorno utilizzano questa tratta per spostarsi tra le province di Monza e Brianza e Lecco.
I sindaci dei comuni interessati dalla linea hanno lavorato intensamente per trovare soluzioni praticabili. È stato proposto un questionario per raccogliere le opinioni e le esigenze degli utenti. L'obiettivo era comprendere le preferenze e le criticità legate alle alternative di trasporto che verranno messe in campo durante il periodo di chiusura. La risposta dei pendolari, tuttavia, non è stata incoraggiante.
Pendolari insoddisfatti: "Alternative insufficienti"
Dai dati emersi dal questionario, a cui hanno partecipato circa 1.400 pendolari, emerge un quadro preoccupante. Meno di un quarto degli intervistati si dichiara pronto a utilizzare i bus sostitutivi proposti. La critica principale mossa dai pendolari è chiara e concisa: le alternative di trasporto attualmente ipotizzate sono "insufficienti". Questa risposta mette in luce una profonda sfiducia nelle soluzioni che verranno implementate per garantire la mobilità durante l'anno di fermo.
La maggior parte degli utenti che hanno risposto al sondaggio sono lavoratori (circa il 60%) e studenti (il restante 40%). Le loro esigenze di spostamento quotidiano sono fondamentali per l'economia e la vita sociale del territorio. La prospettiva di dover affrontare un anno di disagi, con mezzi di trasporto inadeguati, genera forte stress e incertezza.
Le intenzioni di spostamento durante il periodo di interruzione della linea ferroviaria rivelano ulteriori criticità. Solo il 24% degli intervistati è disposto a utilizzare i pullman sostitutivi. Una percentuale significativa, il 30%, preferirebbe un interscambio a stazioni come Seregno o Arcore. Il 23% opterebbe per altre linee di trasporto pubblico, mentre il 15% dichiara che ricorrerà all'uso dell'automobile, aumentando potenzialmente il traffico e l'inquinamento.
Sindaci chiedono "più opzioni" alla Regione
Di fronte a questo scenario, i sindaci dei comuni attraversati dalla linea del Besanino hanno intensificato il loro impegno. Hanno partecipato a un nuovo incontro presso Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia, per confrontarsi con l'assessore ai Trasporti, Franco Lucente. L'obiettivo primario è ottenere dalla Regione un potenziamento delle opzioni di trasporto alternative.
I primi cittadini hanno formalmente richiesto "più opzioni" per garantire una mobilità sostenibile durante il periodo di chiusura. Riconoscono l'impegno della Regione nell'affrontare una situazione complessa, ma esprimono preoccupazione per alcune ipotesi di rimodulazione del servizio. In particolare, temono una possibile riduzione delle corse sulla tratta Villasanta-Milano.
Questa potenziale riduzione sarebbe motivata dalla limitata disponibilità di materiale rotabile. La Regione starebbe valutando l'utilizzo di convogli solo durante l'interruzione della linea Como-Lecco. I sindaci vedono in questo una sorta di "arretramento" rispetto agli impegni di potenziamento precedentemente confermati, aumentando ulteriormente le loro preoccupazioni.
Le soluzioni in campo e le criticità
La Regione Lombardia sta attivamente valutando diverse soluzioni per mitigare i disagi durante il periodo critico. Le corse ferroviarie tra Lecco e Triuggio dovrebbero rimanere invariate, garantendo un servizio essenziale per le tratte più a nord. Per quanto riguarda il collegamento con Milano, da Villasanta a Milano Porta Garibaldi, sarà assicurata una corsa oraria per l'intera giornata.
Tuttavia, le soluzioni più discusse riguardano i collegamenti sostitutivi. Sono attualmente al vaglio due ipotesi principali. La prima prevede bus sostitutivi tra Triuggio e Arcore, con l'obiettivo di permettere l'interscambio con la linea S8 diretta a Milano. La seconda ipotesi contempla bus sostitutivi tra Triuggio e Villasanta, con fermate intermedie a Macherio e Biassono Buttafava. Da Villasanta, gli utenti dovrebbero poi prendere la linea S7 per raggiungere Milano.
Queste proposte, tuttavia, non sembrano soddisfare le esigenze della maggior parte dei pendolari, come dimostrato dal questionario. La paura è che questi collegamenti, pur garantendo un servizio minimo, non siano sufficienti a coprire la domanda e a garantire tempi di percorrenza accettabili. La limitata disponibilità di autobus e la complessità degli interscambi potrebbero creare ulteriori intoppi.
Il contesto della Pedemontana e le aspettative
La chiusura del Besanino è strettamente legata al progetto della Pedemontana, un'arteria stradale strategica per la Lombardia. I lavori di costruzione richiedono spazio e tempo, rendendo inevitabile l'interruzione della linea ferroviaria. Tuttavia, i pendolari e i sindaci si aspettavano un piano di mobilità alternativa più robusto e meglio strutturato.
La linea del Besanino, che collega diverse realtà della Brianza con Milano, è vitale per migliaia di persone. L'interruzione prolungata per un anno intero rappresenta una sfida significativa per la mobilità del territorio. Le preoccupazioni espresse dai pendolari non riguardano solo la comodità, ma anche la sostenibilità economica e ambientale degli spostamenti.
L'aumento dell'uso dell'auto privata, come previsto dal sondaggio, potrebbe portare a un incremento del traffico sulle strade esistenti, con conseguenti problemi di congestione e inquinamento. La ricerca di soluzioni condivise e realmente efficaci diventa quindi un imperativo per evitare il collasso della mobilità nell'area interessata. I prossimi incontri tra sindaci e Regione saranno cruciali per definire un piano che tenga conto delle reali esigenze dei cittadini.
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