Fabio Altitonante, consigliere provinciale, ha duramente criticato la gestione di Camillo D'Angelo, presidente della Provincia di Teramo. Altitonante ha definito la presidenza "disastrosa", evidenziando criticità in scuole e strade, ma riconoscendo un aumento delle assunzioni che paragona a una crescita aziendale. Ha inoltre richiesto scuse per un episodio personale occorsogli con la polizia provinciale.
Critiche alla gestione provinciale
Il neo consigliere provinciale Fabio Altitonante ha esordito nel suo primo consiglio con un attacco frontale al presidente Camillo D'Angelo. Altitonante ha definito la presidenza come un vero e proprio «disastro». Ha puntato il dito contro la situazione delle scuole e delle strade provinciali, descrivendole come aree di profondo degrado. La sua critica si è concentrata sulla percezione di una gestione inefficiente e dannosa per il territorio teramano.
Secondo Altitonante, la Provincia di Teramo ha attraversato quattro anni di amministrazione fallimentare. Ha sottolineato come le infrastrutture scolastiche, in particolare, versino in condizioni precarie. La sua analisi non ha risparmiato nemmeno la sede di Cona, definita inadeguata con la presenza di «due baracche». La mancanza di laboratori attrezzati è stata evidenziata come un ulteriore sintomo di questa negligenza. L'obiettivo di Altitonante è quello di riportare la Provincia di Teramo a un ruolo di rilievo nel panorama regionale.
Per raggiungere questo scopo, Altitonante ha annunciato il lancio di un programma chiamato «Forza del Territorio». Questo programma si propone di elaborare proposte concrete per mitigare gli effetti negativi della gestione attuale. L'intento è quello di limitare i danni causati dagli ultimi mesi di presidenza di D'Angelo. Altitonante ha ribadito la sua ferma opposizione a un modello di gestione che, a suo dire, sta distruggendo l'ente.
L'episodio personale e la richiesta di scuse
Un elemento centrale dell'intervento di Altitonante è stato il richiamo a un episodio personale accaduto il 20 novembre. In quella data, Altitonante ha raccontato di essere stato fermato dalla polizia provinciale a Montorio. È stato identificato e successivamente condotto in questura insieme al comandante della polizia locale. Altitonante ha definito questo evento «un episodio gravissimo».
A seguito di questo incidente, il consigliere ha presentato una mozione. Con questa mozione, chiede formalmente le scuse da parte del presidente della Provincia, Camillo D'Angelo. L'episodio è stato presentato come un esempio emblematico del degrado istituzionale che, secondo Altitonante, caratterizza l'attuale amministrazione provinciale. La sua presenza in consiglio, indossando una pettorina, ha voluto simboleggiare la sua protesta e la sua determinazione.
Altitonante ha collegato questo suo vissuto personale a una situazione più ampia di malgoverno. Ha criticato la scelta di D'Angelo come presidente, sostenendo che sia stato scelto dalla politica e non dai cittadini. Ha inoltre aggiunto che il presidente si comporta in modo «arrogante». Questa arroganza, unita alla mancanza di legittimazione popolare diretta, alimenta secondo Altitonante la percezione di un'amministrazione distante e inefficace.
Assunzioni e modello aziendale
Un punto controverso sollevato da Altitonante riguarda il numero elevato di nuove assunzioni all'interno dell'ente provinciale. Ha affermato di aver letto di ben 124 nuove assunzioni. Questo dato lo porta a definire la Provincia di Teramo come una «nuova grande azienda». Tuttavia, questa osservazione non è intesa come un complimento. Al contrario, Altitonante sembra suggerire che l'ente stia adottando un modello gestionale più simile a quello di un'impresa privata, forse a scapito delle sue funzioni pubbliche primarie.
La critica si estende alla natura stessa della Provincia come ente di secondo livello. Altitonante ha espresso preoccupazione per il fatto che, da quando la Provincia ha perso l'elezione diretta dei cittadini, presidenti come D'Angelo possano «distruggere» l'ente. La sua visione è che questo sistema favorisca nomine politiche piuttosto che competenze effettive. La figura di D'Angelo, che è contemporaneamente sindaco di Valle Castellana e presidente della Provincia, viene vista come un esempio di questa commistione di poteri.
Altitonante ha contrapposto la situazione attuale a quella di altri amministratori, citando Gianguido D'Alberto. Pur ammettendo di avere visioni diverse con D'Alberto, Altitonante riconosce che quest'ultimo è stato eletto direttamente dai cittadini. Questa differenza, secondo Altitonante, conferisce a D'Alberto una legittimità democratica che manca a D'Angelo. La sua critica non è quindi legata a schieramenti politici, ma a principi di buona amministrazione e rappresentanza democratica.
La Provincia di Teramo nel contesto regionale
L'analisi di Altitonante si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo e sull'efficacia delle Province in Italia, specialmente dopo la riforma che le ha trasformate in enti di secondo livello. La sua critica alla Provincia di Teramo evidenzia una presunta perdita di funzionalità e di importanza nel contesto regionale. La situazione attuale viene descritta come un periodo di declino, caratterizzato da decisioni politiche discutibili e da una gestione inefficiente.
La proposta di Altitonante, «Forza del Territorio», mira a invertire questa tendenza negativa. L'obiettivo è quello di proporre soluzioni concrete per il rilancio delle scuole, delle strade e dei servizi provinciali. La sua visione è quella di una Provincia che torni a essere un attore fondamentale per lo sviluppo del territorio, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e di competere efficacemente a livello regionale. La sua retorica è volta a mobilitare un sostegno per un cambiamento radicale.
La critica a D'Angelo non è solo un attacco personale, ma una denuncia di un sistema che, secondo Altitonante, permette a figure politiche di assumere ruoli di potere senza un mandato diretto dai cittadini. La sua richiesta di scuse per l'episodio di Montorio serve a sottolineare la sua personale esperienza di presunta ingiustizia e a rafforzare la sua immagine di difensore dei diritti dei cittadini contro abusi di potere. La sua azione politica si configura come un tentativo di riportare l'attenzione sulle problematiche concrete del territorio teramano.
La Provincia di Teramo, secondo Altitonante, merita un'amministrazione più competente e trasparente. La sua critica è un appello a una maggiore responsabilità da parte dei politici e a una più attenta valutazione delle capacità gestionali prima di affidare ruoli di responsabilità. La sua presenza in consiglio provinciale segna l'inizio di un'opposizione che promette di essere agguerrita e focalizzata sulle reali necessità del territorio, contrastando quella che percepisce come una deriva negativa.
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