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Ritorna "Trato Marzo": la tradizione rivive a Pian delle Fugazze

12 marzo 2026, 20:31 2 min di lettura
Ritorna "Trato Marzo": la tradizione rivive a Pian delle Fugazze Immagine da Wikimedia Commons Vallarsa
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Antica tradizione trentina rivive

Sabato 15 marzo, il suggestivo scenario del Pian delle Fugazze, in Vallarsa, sarà teatro del ritorno del "Trato Marzo". Questa antica usanza trentina, legata alla fine del periodo di Carnevale e all'avvento della primavera, riprende vita dopo anni di oblio.

L'evento prenderà il via alle ore 18 presso il Ristoro Magna e Bevi. Sarà un'occasione per riscoprire un rituale che affonda le sue radici in tradizioni precristiane, celebrando la rinascita stagionale e il risveglio della natura.

Spettacoli e sapori tipici

La serata vedrà protagonisti i Krampus Cimbri di Vallarsa, con il gruppo Zimber Taifel, e il gruppo di maschere Gl Cerv di Castelnuovo del Volturno, dal Molise, che animeranno l'appuntamento con le loro percussioni. Al termine delle esibizioni, i giovani delle Valli del Leno annunceranno ufficialmente l'arrivo di marzo.

Saranno inoltre presentate le nuove coppie della valle, un momento centrale della tradizione. Per l'occasione, sarà attiva la cucina del ristoro con piatti tipici, tra cui una grande polenta, curata dall'Azienda Agricola Maso Covel. Non mancherà la mescita di vini, gestita dall'Associazione Leno Clandestino.

Le origini del "Trato Marzo"

Il termine "Trato Marzo" indica letteralmente "l'entrata" nel mese di marzo. Questo rituale si collega alle antiche feste romane in onore di Giunone, celebrate alle calende di marzo, che esaltavano la fertilità della terra e il risveglio amoroso. La festa pagana celebrava la rigenerazione del tempo e l'arrivo della primavera.

Fino all'inizio del XX secolo, il rito era diffuso in diverse aree alpine, con nomi e varianti locali come lo "Scheibenschlagen" in Tirolo o il "Chalandamarz" nei Grigioni. In Trentino, tradizioni simili persistono in località come Grumes, Daone e Pinzolo, dove i giovani annunciano le nuove coppie con falò e proclami.

Un rito di passaggio e socialità

Storicamente, il "Trato Marzo" era considerato un rito di passaggio per i coscritti che raggiungevano la maggiore età. L'evento, che un tempo durava tre giorni tra fine febbraio e inizio marzo, prevedeva la formazione di coppie stravaganti, vedovi e infine coppie reali prossime al matrimonio, quasi a ufficializzare il legame davanti alla comunità.

Sebbene oggi si svolga in una sola serata, lo schema rituale è rimasto fedele all'originale, con l'alternanza di coppie bizzarre e reali, presentate attraverso dialoghi in dialetto e annunciati con megafono per raggiungere tutti gli abitanti.

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