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Un nuovo centro di ricerca a Bari potenzia le diagnosi fitosanitarie per contrastare Xylella e altre minacce. L'obiettivo è accelerare le analisi e rafforzare la cooperazione internazionale.

Nuovo centro per la diagnostica fitosanitaria

Un'area di oltre 200 metri quadrati ospita il nuovo laboratorio fitosanitario. Qui operano decine di ricercatori altamente qualificati. La struttura è dotata di strumenti all'avanguardia. Questi permettono di ridurre i tempi di accertamento delle malattie. Consentono inoltre di effettuare diagnosi rapide. L'obiettivo è abbattere le barriere fitosanitarie tra nazioni.

L'inaugurazione è avvenuta presso il Ciheam di Bari. Questo rappresenta il quinto laboratorio di questo tipo in tutta la Regione Puglia. Tre strutture sono già accreditate. Altre due sono in fase di accreditamento. Questo progetto rientra nella Misura 5.A. Essa mira al potenziamento della rete dei laboratori pubblici.

L'iniziativa è promossa dalla Regione Puglia, attraverso il Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale. L'obiettivo principale è rafforzare il sistema regionale di diagnostica fitosanitaria. Si vuole inoltre sostenere il percorso di rigenerazione dell'olivicoltura pugliese. Questa è stata colpita dall'epidemia di Xylella a partire da ottobre 2013.

Ruolo strategico e capacità operative

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato figure istituzionali di rilievo. Tra questi, l'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Paolicelli. Presente anche il direttore del Ciheam, Biagio Di Terlizzi. La loro presenza sottolinea l'importanza strategica del nuovo centro.

Il laboratorio si trova in via Ceglie 9 a Valenzano. La sua capacità operativa è notevole. Potrà processare circa 150 tamponi giornalieri. Questo supporto è fondamentale per le attività di monitoraggio. Sarà utile anche per la diagnosi e la ricerca nel settore fitosanitario. Contribuirà significativamente al rafforzamento delle capacità di prevenzione. Aiuterà nella gestione delle emergenze che colpiscono il comparto agricolo regionale.

I ricercatori avranno accesso a campioni provenienti da diversi enti. Grazie agli strumenti innovativi a loro disposizione, potranno determinare con rapidità la presenza di infezioni. Questo permetterà interventi tempestivi ed efficaci.

Una banca di geni per la diplomazia fitosanitaria

Secondo quanto spiegato da Di Terlizzi, l'istituto potrà configurarsi come una vera e propria “banca di geni”. Il laboratorio, con le sue capacità, potrà promuovere una “diplomazia fitosanitaria”. Si apriranno così nuove prospettive di collaborazione con i Balcani e altri paesi europei. Questo approccio mira a creare una rete di cooperazione internazionale.

L'assessore Paolicelli ha evidenziato il ruolo della Puglia nel controllo e monitoraggio delle piante. Ha sottolineato la necessità di andare oltre la prevenzione, puntando anche sul controllo. Il nuovo laboratorio sarà uno spazio cruciale per monitorare le piante più vulnerabili. Tra queste figurano olivo, mandorlo e vite. Queste specie possono essere attaccate dal vettore di Xylella e da altre specie patogene.

L'investimento in questa struttura rappresenta un passo avanti significativo. Migliora la capacità di risposta alle minacce fitosanitarie. Supporta l'economia agricola regionale e promuove la collaborazione scientifica internazionale. La lotta contro Xylella e altre malattie delle piante diventa così più efficace.

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