Una coppia di trevigiani è finita a processo con l'accusa di aver raggirato la contessa Laura Marzotto, approfittando della sua passione per la musica. Si indaga su una presunta circonvenzione d'incapace e auto-riciclaggio per oltre 30 mila euro.
Accuse di circonvenzione d'incapace e auto-riciclaggio
Un pianista di 65 anni e sua moglie, di 40 anni, residenti a Treviso, sono ora imputati. Devono rispondere di gravi reati. Le accuse includono circonvenzione d'incapace e auto-riciclaggio. La vicenda riguarda la contessa Laura Marzotto, discendente di una nota famiglia di imprenditori di Valdagno.
La coppia avrebbe sfruttato un periodo di fragilità della contessa. La donna, ultranovantenne, nutriva una profonda passione per la musica. I coniugi avrebbero incassato indebitamente somme di denaro. Questi fondi provenivano da compensi per eventi e lezioni di piano private. L'attività illecita si sarebbe protratta per circa cinque anni, dal 2019 al 2023.
Oltre 30 mila euro sottratti alla contessa
La prima udienza si è tenuta a Treviso. La somma complessiva sottratta alla contessa Marzotto supererebbe i 30 mila euro. Questi fondi sarebbero stati ricevuti sotto forma di assegni, donazioni e denaro contante. Le indagini hanno rivelato che i proventi venivano poi deviati sul conto di una società. Tale società è intestata al pianista, uno degli imputati.
Durante una perquisizione domiciliare, è stata trovata una somma in contanti. Questo importo corrispondeva esattamente a quanto si presume sia stato sottratto. La cifra trovata era appunto superiore ai 30 mila euro. La difesa dovrà ora chiarire la provenienza e la destinazione di questi fondi.
Indagini avviate da una segnalazione
Le indagini sono iniziate nel 2023. Una persona vicina alla famiglia ha sollevato dubbi. La fonte ha segnalato ai Carabinieri un'anomala gestione di denaro. La contessa Laura Marzotto aveva accordato la sua fiducia al pianista. Quest'ultimo le era stato presentato da un amico comune. L'insegnante di piano offriva lezioni private e organizzava eventi musicali.
Ulteriori accertamenti hanno confermato il presunto schema di circonvenzione. I pagamenti per i servizi offerti sembravano eccessivi. L'accusa sostiene che i compensi fossero ben superiori al valore reale delle prestazioni. Il rapporto, apparentemente amicale, avrebbe mascherato un interesse economico.
Prossima udienza a ottobre
La competenza sul caso è passata dalla procura di Vicenza a quella di Treviso. La città veneta è infatti la sede legale della società intestata al pianista. L'obiettivo delle indagini è ricostruire con precisione la natura del rapporto. Si vuole accertare il grado di consapevolezza della contessa Marzotto. Durante l'udienza di giovedì è stato nominato un consulente tecnico. Il suo compito sarà trascrivere conversazioni telefoniche e messaggi. Questi scambi sono avvenuti tra il musicista e la contessa. Il processo riprenderà nell'aula di tribunale ad ottobre.