Un albero a Valdagno onora le cento donne che parteciparono alla Resistenza nella valle dell'Agno. Il gesto del gruppo "DonneDiRose" porta alla luce le storie di coraggio e sacrificio di queste figure storiche.
Un omaggio alle partigiane della valle
Un albero speciale è stato allestito all'ingresso del municipio di Valdagno. Questo gesto simbolico vuole ricordare circa cento donne che presero parte alla lotta di Liberazione. Queste coraggiose figure operarono nella valle dell'Agno come partigiane, patriote o semplici simpatizzanti. Un gruppo di circa cento di loro fu inquadrato in un battaglione femminile. Questo battaglione prese il nome di Amelia. Amelia era il nome di battaglia di Cornelia Lovato, caduta il 28 aprile 1945.
Il gruppo "DonneDiRose" ha creato circa cento papaveri rossi. Questi fiori decorano l'albero, che sarà esposto in piazza del Comune per il 25 Aprile. L'iniziativa mira a far conoscere il "Battaglione Amelia". Questo era un gruppo di partigiane provenienti dalla vallata dell'Agno. Facevano parte della "Brigata Stella". Sull'albero sono esposte foto, nomi e tessere di appartenenza al battaglione.
Storie di coraggio e sacrificio
Tra le donne celebrate figura Maddalena Faccin, nota come "Ombretta". Nata a Valdagno nel 1926, fu catturata durante il rastrellamento della Piana il 9 settembre 1944. Fu imprigionata a Thiene e interrogata. Successivamente, venne trasferita al carcere giudiziario di San Biagio a Vicenza. Liberata all'inizio di novembre 1944, si nascose fino alla Liberazione. Partecipò poi all'occupazione di Valdagno con altri partigiani.
Un'altra figura ricordata è Teresa Peghin, detta "Wally". Originaria di Trissino, è scomparsa l'anno scorso all'età di 100 anni. Era l'ultima testimone della vallata. Nata nel 1924 a Selva di Trissino, accettò di diventare staffetta per Alfredo Rigodanzo, "Catone". Portava messaggi cruciali ai comandanti. Nel 1944, a causa dei rastrellamenti, Wally fu ricercata dai nazifascisti. Si nascose a Recoaro fino alla fine della guerra, trovando rifugio in buche sotterranee.
Figure chiave della Resistenza
Flora Cocco, nome di battaglia "Lea", era di Brogliano. Classe 1920, si unì alle formazioni partigiane dopo l'uccisione del fratello Gaetano "Leo". Questo avvenne durante il rastrellamento della Piana. Alla fine di novembre 1944, fu arrestata e torturata dalla "Brigata Nera" di Valdagno. Fu portata a Vicenza presso l'ufficio politico investigativo della Rsi. Nel marzo 1945, fu trasferita al carcere di San Biagio. Divenne comandante del "Battaglione Amelia".
Wilma Marchi, nata a Recoaro nel 1925, ricoprì il ruolo di commissario politico. Iniziò raccogliendo informazioni e materiali per i partigiani. Si occupò dei rapporti con il Cln di Valdagno. Mantené i collegamenti tra il comando della "Stella" e gli organismi della Resistenza a Vicenza. Guidò piccoli gruppi di staffette e partigiane nella Valle dell'Agno. Il 29 novembre 1944, tradita da Maria Boschetti, "Katia", fu catturata. Subì torture nella sede della "Brigata Nera" a palazzo Festari. Dopo essere stata trasferita in diverse carceri, riuscì a evadere dal campo di concentramento di Peschiera poco prima della Liberazione.
Il gruppo "DonneDiRose" e il loro impegno
Queste vite, e molte altre, vengono ricordate nell'81esimo anniversario della Liberazione. Il gruppo "DonneDiRose", attivo a Valdagno, ha voluto rendere omaggio a queste donne. Nel maggio 1945, il "Battaglione Amelia" sfilò in divisa a Valdagno, celebrando la fine della guerra. Il gruppo "DonneDiRose" si riunisce ogni mercoledì nella biblioteca civica Villa Valle. Attraverso il lavoro a maglia, sostengono progetti di solidarietà per donne in difficoltà. Le offerte raccolte dalle loro creazioni vengono destinate a questi scopi. Il gruppo promuove anche attività come corsi di autostima organizzati dallo "Sportello donna" del Comune.
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