Don Silvano Rampo, sacerdote da 60 anni, ha celebrato il suo importante traguardo pastorale a Chiampo. L'ottantacinquenne religioso riflette sul cambiamento della società e sul rapporto tra benessere e fede.
Celebrazione per sei decenni di ministero sacerdotale
Don Silvano Rampo, 85 anni, ha festeggiato un significativo anniversario. Sono trascorsi sessant'anni dal suo ingresso nel sacerdozio. La comunità di Chiampo si è riunita per celebrare questo importante traguardo. Il parroco don Lorenzo Zaupa e numerosi altri sacerdoti hanno partecipato alla cerimonia.
La festa si è svolta con la partecipazione di diverse figure religiose, tra cui Padre Alfio Merlo dei francescani. Le campane hanno suonato a festa, accompagnate dal coro. Un rinfresco è stato organizzato sul sagrato, seguito da un pranzo comunitario.
«Un punto per me saliente del ministero sacerdotale è sempre stato quello di vivere in mezzo alla gente nelle gioie e nelle sofferenze del quotidiano», ha dichiarato don Rampo. Ha aggiunto di aver cercato di camminare insieme alle persone in semplicità.
Un lungo cammino pastorale nel Vicentino
L'ordinazione sacerdotale di don Silvano Rampo risale all'11 aprile 1966. La sua carriera pastorale lo ha visto attivo in diverse località del Vicentino. Dal 1966 al 1972 ha svolto il ruolo di cappellano a Lonigo.
Successivamente, dal 1972 al 1978, si è dedicato ai giovani nel seminario di Vicenza. Durante i fine settimana, collaborava pastoralmente a Quinto Vicentino. Dal 1978 al 1985, ha lavorato a Villaggio Giardino di Arzignano, al fianco di don Nilo Rigotto.
Nel 1985, don Rampo è stato nominato parroco a Mossano, incarico ricoperto fino al 1999. Ha poi guidato la parrocchia di Madonna dei Miracoli di Lonigo. Dal 2016, è collaboratore pastorale a Chiampo.
Ricordi del seminario e di don Nilo Rigotto
Gli anni trascorsi nel seminario di Vicenza offrono uno spaccato di un'epoca diversa. Don Silvano ricorda di aver seguito circa quaranta ragazzi di seconda media. Questi giovani venivano segnalati dalle parrocchie per un percorso formativo curato dai sacerdoti.
«Facevano scuola e attività formative curate dai sacerdoti», ha spiegato don Rampo. «Erano segnalati dalle parrocchie per avviarli ad una formazione, vedendone potenziale». Ha poi commentato: «Oggi i ragazzi sono molto attivi, tra sport, giochi, mille impegni. Sarebbe impensabile immaginarli sempre lontani da casa».
Un ricordo speciale è legato a don Nilo Rigotto di Arzignano. Don Nilo era un parroco carismatico che guidò la costruzione della nuova chiesa progettata dall'architetto Michelucci. La canonica si trovava nel vecchio ricovero Scalabrin.
«Don Nilo, precursore dei tempi, metteva insieme i preti, per confrontarsi sui temi teologici, applicare le riforme del Concilio, coltivare la fraternità sacerdotale», ha raccontato don Silvano. «Aveva creato il gruppo del martedì. Si parlava, e poi si mangiava tutti insieme».
Riflessioni sul presente e sul futuro della fede
Sessant'anni dopo, la realtà delle parrocchie è profondamente cambiata. Don Rampo osserva una diminuzione dei fedeli e una minore convinzione religiosa. «Una volta c'era una società povera, semplice», ha affermato don Rampo. «Oggi c'è benessere, libertà in ogni senso, superficialità. La gente si allontana da Dio».
Nonostante le sfide, la fede e la speranza continuano a manifestarsi. Un gruppo di persone è giunto appositamente per salutare il sacerdote, mostrando gioia e riconoscenza. Il loro volto esprime una speranza cristiana ancora viva.
L'augurio per don Silvano è «Ad multos annos», che possa continuare il suo ministero ancora per molti anni. La sua dedizione e il suo esempio sono un faro per la comunità.
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