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Il processo per l'omicidio di Luciano Muttoni a Valbrembo si avvicina alla conclusione. Due giovani, Carmine De Simone Dicecca e Mario Vetere, sono imputati per la brutale aggressione. Le loro vite, segnate da abbandono e difficoltà, emergono durante le arringhe difensive.

Il processo per l'omicidio di Luciano Muttoni

La Corte d’assise di Bergamo si prepara a emettere la sentenza nel caso dell'omicidio di Luciano Muttoni. L'uomo, 57 anni, fu trovato senza vita nella sua abitazione a Valbrembo il 7 marzo 2025. La violenza subita fu estrema, con calci alla testa e pugni.

Alla sbarra ci sono Carmine De Simone Dicecca, 25 anni, residente a Bergamo, e Mario Vetere, 24 anni, originario di Brugherio (Milano). La prossima udienza, fissata per il 20 aprile, vedrà le eventuali repliche e la decisione della Corte.

Le vite segnate dall'abbandono degli imputati

Le arringhe dei difensori, avvocato Bosisio per De Simone e Tropea per Vetere, hanno messo in luce le storie complesse dei due giovani. Entrambi hanno vissuto infanzie difficili, segnate da abbandono e esperienze in comunità di recupero. Le loro vite sono state caratterizzate da dipendenze e marginalità sociale.

L'avvocato Bosisio ha descritto la vita di Carmine De Simone Dicecca come «allo stato brado». Ha menzionato esperienze in comunità, un affidamento familiare e la perdita della madre in tenera età. Sono emersi disturbi di personalità e dipendenza dalle droghe. Prima dell'arresto, viveva tra la strada e l'ospitalità di amici.

La difesa ha chiesto ai giudici di considerare questo vissuto. Si è interrogato sulla possibilità che Carmine possa avere un futuro, evitando il carcere a vita. La richiesta è di valutare attentamente le circostanze attenuanti.

Movente e dinamica dell'omicidio

Il delitto aveva sconvolto per la sua sproporzione. La violenza fu scatenata per un bottino esiguo: circa 50 euro, un vecchio cellulare e carte di credito inutilizzate. L'auto della vittima fu usata per la fuga.

Il difensore di De Simone ha suggerito un movente diverso dalla rapina. Ha parlato di una «ripicca» legata a sguardi insistenti rivolti alla fidanzata di De Simone. Quest'ultimo aveva trascorso la notte nell'abitazione di Muttoni insieme alla fidanzata e un'altra coppia.

La difesa di Mario Vetere ha puntato sull'assoluzione dall'accusa di omicidio. L'avvocato ha sostenuto che il suo assistito fosse stato reclutato per una rapina. Non poteva prevedere che l'azione sarebbe degenerata in un omicidio. L'uomo che avrebbe reclutato Vetere, identificato come Alfì, è stato recentemente condannato a 5 anni e 8 mesi per concorso in rapina.

La richiesta del PM e le testimonianze

Nella precedente udienza, il pubblico ministero Ruggeri aveva richiesto due ergastoli per i giovani imputati. Durante le udienze, i fratelli e le sorelle della vittima, Luciano Muttoni, erano presenti per ascoltare nuovamente il racconto degli eventi.

La sentenza attesa per il 20 aprile chiuderà una fase processuale che ha fatto emergere storie di profonda sofferenza e fragilità. Le vite dei giovani imputati, segnate da un passato difficile, si intrecciano con la tragica fine di Luciano Muttoni.

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