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Il nuovo rettore di Urbino, Marco Rocchi, si impegna a mantenere l'indipendenza dell'ateneo dalle proposte di federazione. L'obiettivo è rafforzare l'internazionalizzazione e creare un senso di comunità.

Autonomia universitaria al centro del mandato

L'Università di Urbino non si unirà ad altri atenei. Il nuovo rettore, Marco Rocchi, ha dichiarato che l'istituzione difenderà la propria autonomia. Resisterà alle pressioni ministeriali volte a creare federazioni tra università. Questa posizione mira a preservare il modello unico di Urbino come città-ateneo. Rocchi entrerà in carica il prossimo primo novembre.

La sua elezione è avvenuta con il 59,57% dei voti al ballottaggio. Il rettore ha espresso sorpresa per il sostegno ricevuto dal personale tecnico e amministrativo. Oltre 300 voti sono arrivati da questo settore. Rocchi considera questo un grande motivo di orgoglio. Il voto del personale evidenzia la loro preoccupazione per contratti e tutele.

Governance e partecipazione della comunità

Il rettore Rocchi non attenderà l'inizio ufficiale del suo mandato per agire. Ha annunciato l'avvio immediato dei lavori per una governance competente. Lui e la prorettrice vicaria, Martini, definiranno le linee guida. I singoli prorettori avranno il compito di attuarle sul campo. La squadra di governo sarà presentata alla comunità accademica. L'obiettivo è evitare che le decisioni vengano percepite come imposte dall'alto. «Fare e non comunicare a volte è peggio di non fare», ha sottolineato.

Le schede bianche degli studenti sono state spiegate da Rocchi. Provengono dall'Unione degli universitari. Questa scelta è dovuta alla mancata identificazione con i programmi dei candidati. Si tratta di un'astensione «di metodo». Rocchi ha osservato che un blocco di maggioranza che vota compatto può rendere il voto troppo identificabile. Ha accolto la richiesta di maggiore tutela per docenti e personale. Ha promesso di aumentare la rappresentanza studentesca. Questo gesto democratico diluirà il peso del singolo voto.

Obiettivi di internazionalizzazione e comunità

Alla fine del suo mandato, Rocchi si dichiarerà soddisfatto se l'ateneo mostrerà segni di ripresa. Sarà felice se l'internazionalizzazione sarà stata potenziata. L'aumento nei ranking universitari sarà un indicatore importante. Altrettanto fondamentale sarà il riconoscimento dell'università come comunità da parte delle persone. Rocchi eredita uno stile sobrio dal rettore uscente, Giorgio Calcagnini. Al suo successore, vorrebbe lasciare una maggiore condivisione e trasparenza.

«Voglio essere il rettore di tutti», ha affermato Rocchi. Ha paragonato il suo impegno alla costruzione di un ponte. Inizia dalla sua sponda, sperando che gli altri facciano lo stesso. L'obiettivo è ritrovarsi sul fiume, camminando insieme. Questa metafora sottolinea la volontà di inclusione e collaborazione. L'università deve diventare un luogo dove tutti si sentono parte integrante.

Sfide e prospettive future

La difesa dell'autonomia dell'Università di Urbino rappresenta una sfida significativa. Le spinte verso la federazione degli atenei sono una tendenza nazionale. Rocchi intende contrastare questa tendenza per preservare l'identità unica dell'istituzione. L'internazionalizzazione è vista come una leva fondamentale per migliorare la posizione dell'ateneo nei ranking globali. Questo implica attrarre studenti e docenti da tutto il mondo. Significa anche rafforzare le collaborazioni con università straniere.

La creazione di un senso di comunità all'interno dell'ateneo è un altro pilastro del suo programma. Rocchi vuole che studenti, docenti e personale si sentano parte di un progetto comune. La partecipazione attiva e la comunicazione trasparente sono strumenti essenziali per raggiungere questo obiettivo. La gestione delle istanze del personale tecnico-amministrativo sarà cruciale. La loro preoccupazione per contratti e tutele deve essere affrontata con serietà. L'aumento della rappresentanza studentesca è un passo importante verso una maggiore democrazia interna.

Domande e Risposte

D: Qual è la principale preoccupazione del nuovo rettore di Urbino riguardo al futuro dell'ateneo?
R: La principale preoccupazione del nuovo rettore, Marco Rocchi, è difendere l'autonomia dell'Università di Urbino dalle spinte ministeriali verso la federazione con altri atenei. Vuole preservare il modello unico di Urbino come città-ateneo.

D: Quali sono gli obiettivi principali del rettore Rocchi per il suo mandato?
R: Gli obiettivi principali del rettore Rocchi includono il rafforzamento dell'internazionalizzazione per migliorare la posizione dell'ateneo nei ranking, la creazione di un forte senso di comunità tra studenti, docenti e personale, e una governance basata sulla competenza, la partecipazione e la trasparenza.