La nuova legge per le PMI tutela il termine 'artigianale', riservandolo alle imprese certificate. CNA Pesaro e Urbino plaude alla misura che garantisce trasparenza e valore al lavoro autentico.
Nuova disciplina per il termine artigianale
La parola artigianale riacquista il suo valore. Una nuova normativa, introdotta dalla legge annuale per le PMI, ne regola l'uso. Solo le imprese artigiane registrate potranno impiegare questa dicitura. La legge mira a proteggere la storia e la cultura d'impresa. Il made in Italy autentico viene così salvaguardato. Chi non rispetterà le nuove regole affronterà sanzioni severe. Le multe possono raggiungere l'1% del fatturato, con un minimo di 25 mila euro.
Questa iniziativa ristabilisce un principio fondamentale. L'artigianato non è uno strumento di marketing. Non può essere ridotto a un'etichetta vuota. Il termine artigianale identifica un mestiere, competenze specifiche e qualità intrinseca. Non è un artificio pubblicitario per prodotti generici.
Stop agli usi impropri del termine
Per lungo tempo, i termini legati all'artigianato sono stati usati in modo generico. Questo ha creato confusione nel mercato. Ha penalizzato le vere imprese artigiane. Queste hanno subito una concorrenza sleale. I consumatori sono stati disorientati. Molti credevano autentici prodotti che non lo erano.
Ora, il gelato artigianale dovrà essere prodotto in laboratorio. Non potrà derivare da polveri anonime. Il tavolo artigianale richiederà una lavorazione del legno autentica. Non basterà un effetto visivo. Un abito definito sartoriale necessiterà di un vero sarto. La pizza artigianale dovrà distinguersi per qualità e lavorazione. Meno slogan, più mani e competenza. Le etichette creative lasciano spazio al lavoro autentico.
Valore del territorio e trasparenza
La nuova norma porta verità e trasparenza nel settore. Questo è cruciale per i cittadini e per l'economia delle Marche. L'artigianato è un pilastro dell'economia regionale. Le Marche guidano l'Italia per incidenza di imprese artigiane con dipendenti. Sono il 33,1% del totale, contro il 24,1% nazionale. Il valore aggiunto artigiano pesa il 14%. Gli addetti artigiani sono il 22,2%, rispetto al 13,4% italiano. Oltre 38 mila imprese artigiane nelle Marche impiegano circa 120 mila persone.
Difendere identità e competenze
«Difendere il significato di artigianale significa proteggere la nostra economia regionale», afferma Antonio Bianchini, segretario CNA Pesaro e Urbino. Significa riconoscere il valore di imprenditori e lavoratori. Significa tutelare il consumatore. I clienti hanno diritto a scelte informate e consapevoli. Devono sapere che dietro un'etichetta c'è una realtà concreta.
Questa tutela arriva in un momento delicato. Il sistema artigiano marchigiano è in lenta stabilizzazione, ma ancora fragile. Nel 2025, le imprese sono diminuite del 2,1%. L'occupazione ha registrato un -0,9%. I settori moda, legno-mobile e meccanica mostrano cali significativi. Le previsioni per il primo semestre 2026 indicano una timida ripresa. Tensioni internazionali e geopolitiche restano un rischio.
Regole chiare e controlli
Valorizzare l'artigianato autentico è fondamentale. In tempi di mercati incerti, il valore del lavoro non può essere svilito. Servono regole chiare e concorrenza leale. La norma è un passo importante. Ora saranno necessari controlli efficaci. L'applicazione rigorosa delle regole è decisiva. «Come CNA Pesaro e Urbino accogliamo con entusiasmo questa novità», concludono Matteucci e Bianchini. La misura restituisce dignità al lavoro artigiano. Rafforza la trasparenza e tutela i consumatori. L'artigianato è un mestiere, competenza e responsabilità. È un'espressione autentica della nostra economia e comunità.
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