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Il Pnrr Salute nelle Marche affronta ritardi significativi, sperequazioni territoriali e carenze di personale, sollevando preoccupazioni sulla sua efficacia. Le critiche emergono da un'interpellanza regionale.

Ritardi nella realizzazione delle strutture sanitarie

La scadenza per la consegna dei lavori del Pnrr Missione 6 - Salute si avvicina. Molte strutture nelle Marche sembrano essere un'occasione persa. Questo è quanto afferma il consigliere regionale del Pd, Maurizio Mangialardi. Egli monitora da tempo la situazione, segnalando criticità irrisolte.

Si registrano ritardi incolmabili. Questi riguardano soprattutto le Case di Comunità nella provincia di Ancona. Molti cantieri non sono ancora avviati. Ciò avviene a quattro anni dall'inizio del programma di edilizia sanitaria.

Il Direttore dell'Asp 9, Franco Pesaresi, ha evidenziato problemi per gli Ospedali di Comunità. I posti letto previsti sono diminuiti. Si è passati da 284 a 219. Ciò è dovuto a errori progettuali e all'aumento dei costi.

Sperequazioni territoriali e posti letto insufficienti

I posti letto finanziati dal Pnrr sono inferiori al previsto. Sono 120 in meno rispetto a quanto programmato. Per raggiungere i 219 posti necessari, la Regione Marche ha stanziato ulteriori 5 milioni di euro. Questi si aggiungono ai 23 milioni del Pnrr.

Questi dati dimostrano come le promesse del 2022 non siano state mantenute. La programmazione ha creato forti disuguaglianze tra i territori. Alcune aree prevedono quasi 100 posti letto ogni 100 mila abitanti. Questo valore è quasi cinque volte lo standard nazionale di 20.

In altre zone, le carenze sono gravi. Nel distretto di Jesi, i posti letto saranno 15,5 per 100 mila abitanti. Questo valore è molto al di sotto dello standard nazionale. È sei volte inferiore rispetto a Camerino.

Interpellanza per fare chiarezza

Il consigliere Mangialardi ha presentato un'interpellanza. Chiede lo stato aggiornato delle Case e degli Ospedali di Comunità nelle Marche. Vuole conoscere la localizzazione, lo stato dei lavori e la percentuale di avanzamento.

Si richiede anche la data prevista di conclusione e di apertura effettiva. Inoltre, si chiede quali servizi verranno attivati. L'obiettivo è ottenere un quadro completo della situazione.

Carenza di personale e servizi a rischio

Oltre alla realizzazione delle strutture, è fondamentale il personale. Negli anni ci sono state molte promesse. Si parlava di 3mila infermieri annunciati dall'allora assessore Saltamartini. Questi non sono mai arrivati.

Nei piani di assunzione, le promesse sono state disattese. L'interpellanza chiede se sia stato predisposto un cronoprogramma per l'attivazione dei servizi. Si indaga se la Regione abbia definito la dotazione minima di personale necessaria per ogni struttura.

Si verifica anche la coerenza di tale programmazione con i piani di assunzione e le risorse disponibili. Le strutture completate entro i termini rischiano di essere inutilizzate. Potrebbero diventare «cattedrali nel deserto». Non sarebbero funzionali alle esigenze dei cittadini.

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