Coldiretti Marche lancia l'allarme per i continui attacchi dei lupi al bestiame, soprattutto nelle province di Pesaro Urbino e Macerata. L'associazione chiede una revisione dei criteri di risarcimento, ritenuti inadeguati a coprire i danni reali subiti dagli allevatori.
Allarme predazioni nel Pesarese
La Coldiretti Pesaro Urbino segnala un'escalation di attacchi dei lupi. Un allevatore ha espresso forte esasperazione per le continue predazioni. La perdita degli animali causa gravi ripercussioni economiche e organizzative. Questo colpisce duramente le realtà basate sull'allevamento e la trasformazione del latte. Il fenomeno non si limita più alle zone montane. Preoccupazioni crescenti emergono anche nelle campagne e nelle aree collinari. Qui l'allevamento al pascolo è fondamentale per l'economia agricola locale.
I dati evidenziano un quadro preoccupante. Nel 2025, oltre un terzo delle segnalazioni nelle Marche proveniva dal Pesarese. Si contano 31 denunce. I comuni di Cagli, Cantiano e Serra Sant'Abbondio risultano tra i più colpiti. I risarcimenti attuali non coprono l'intera entità dei danni. Non vengono considerate le spese di smaltimento delle carcasse. Si trascurano anche le ripercussioni sull'attività produttiva delle aziende agricole.
Attacchi anche nel Maceratese
La Coldiretti riporta aggressioni anche nella provincia di Macerata. In particolare, la zona di Camerino è teatro di ripetuti attacchi. Nell'ultimo mese, sono stati predati quattro vitelli. La situazione è critica per gli allevatori locali. La perdita di capi giovani rappresenta un duro colpo per il futuro delle aziende.
Nelle Marche, i vitelli, gli agnelli e i puledri di età inferiore a un mese sono esclusi dai rimborsi regionali. Questo avviene quando vengono uccisi dai predatori. Una grave lacuna che penalizza gli allevamenti allo stato brado o semibrado. Queste realtà puntano sul benessere animale e sulla riduzione dei costi. Utilizzano pascoli e spazi naturali offerti dalla regione. La mancanza di copertura per i capi più giovani aggrava la loro situazione economica.
Richiesta di revisione dei risarcimenti
È necessaria una revisione dei criteri di risarcimento. Lo denuncia David Donninelli, direttore di Coldiretti Macerata. Gli attacchi dei lupi interessano soprattutto le aziende che praticano il pascolo. Qui le nascite avvengono spesso all'aperto. I neonati sono le prede più vulnerabili. Per gli allevatori, perdere un vitello significa non solo una perdita economica immediata. Significa anche compromettere il lavoro riproduttivo e il reddito futuro dell'azienda. La sostenibilità di queste attività è a rischio.
La preoccupazione è diffusa tra gli allevatori delle aree colpite. La gestione della fauna selvatica e la protezione del bestiame restano priorità. La Coldiretti sollecita un intervento concreto da parte delle istituzioni. L'obiettivo è garantire un futuro all'agricoltura locale. La sicurezza degli animali allevati deve essere una priorità. I risarcimenti devono riflettere la reale entità dei danni subiti.
Domande e Risposte
Perché Coldiretti chiede più risarcimenti per i danni da lupi?
Coldiretti chiede un aumento e una revisione dei risarcimenti perché quelli attuali non coprono l'intera entità dei danni subiti dagli allevatori a causa degli attacchi dei lupi. Vengono esclusi i capi più giovani e non si considerano spese accessorie e ripercussioni economiche sull'attività produttiva.
Quali zone delle Marche sono più colpite dagli attacchi dei lupi?
Le province di Pesaro Urbino e Macerata sono le aree maggiormente colpite. Nel Pesarese, comuni come Cagli, Cantiano e Serra Sant'Abbondio registrano numerose segnalazioni. Nel Maceratese, la zona di Camerino ha visto la predazione di diversi vitelli.