Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il Comune di Urago d'Oglio è stato multato di 4.000 euro dal Garante della Privacy. La sanzione è dovuta al trattamento illecito dei dati personali di un'ex dipendente. L'ente ha pubblicato una sentenza omettendo le generalità.

Comune di Urago sanzionato per privacy

L'autorità garante per la protezione dei dati personali ha comminato una sanzione pecuniaria. L'importo stabilito è di quattromila euro. Il destinatario della sanzione è il Comune di Urago d'Oglio. La decisione è giunta a seguito di una segnalazione specifica. A presentare l'esposto è stata Sara Garatti. La donna in passato ricopriva il ruolo di responsabile dell'Area tecnica del municipio.

Secondo l'autorità di controllo, l'ente locale avrebbe gestito i dati personali in maniera non conforme alla legge. La signora Garatti ora lavora presso il municipio di Credaro. L'atto formale è stato notificato al sindaco attuale, Gianluigi Brugali. Tuttavia, la vicenda riguarda principalmente l'amministrazione precedente. Questa era guidata dal primo cittadino Antonella Podavitte.

La vicenda legale e la pubblicazione della sentenza

La questione trae origine da una causa di lavoro. La signora Garatti aveva richiesto un risarcimento di 47 mila euro. Il motivo addotto era un presunto demansionamento subito. La vertenza si è conclusa con un accordo transattivo. Il Comune ha corrisposto 15 mila euro all'ex dipendente. L'istruttoria del Garante è proseguita indipendentemente dall'esito della causa civile. L'amministrazione civica è stata ritenuta responsabile. Il motivo è la pubblicazione di una sentenza nel 2018. In tale pubblicazione, i dati anagrafici della signora Garatti non erano stati omessi.

La pubblicazione integrale della sentenza, secondo quanto dichiarato dall'ex sindaco Podavitte, era stata disposta dal segretario comunale in carica all'epoca. Successivamente, quando è giunta la comunicazione dell'esposto al Garante, un altro segretario era in servizio. Quest'ultimo avrebbe fornito tutti i chiarimenti necessari. L'obiettivo era dimostrare la infondatezza della denuncia. Queste argomentazioni potrebbero costituire base per un ricorso.

Possibile ricorso e dichiarazioni

L'ex primo cittadino Antonella Podavitte ha commentato la vicenda. Ha dichiarato che il Comune leggerà attentamente il provvedimento. L'intento è comprendere le motivazioni precise della sanzione. Ha sottolineato che il provvedimento non è definitivo. Esiste la possibilità di impugnarlo. L'impugnazione può essere presentata davanti all'autorità giudiziaria ordinaria. L'ente ha la facoltà di opporsi alla decisione del Garante.

La signora Podavitte ha aggiunto che all'epoca dei fatti la pubblicazione della sentenza era una prassi. Era stata disposta dal segretario comunale. Quando è arrivato l'esposto, un nuovo segretario era in carica. Egli ha fornito spiegazioni per contestare la segnalazione. Queste spiegazioni potrebbero essere utilizzate in un eventuale ricorso. L'ex sindaco ritiene la denuncia pretestuosa. Le argomentazioni difensive potrebbero essere valide.

Le persone hanno chiesto anche:

Perché il Comune di Urago d'Oglio è stato multato? Il Comune è stato sanzionato dal Garante della Privacy per aver trattato illecitamente i dati personali di un'ex dipendente, pubblicando una sentenza nel 2018 senza omettere le sue generalità.

Qual è stato l'importo della sanzione inflitta al Comune? La sanzione pecuniaria inflitta al Comune di Urago d'Oglio è stata di 4.000 euro.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: