La scuola primaria Di Vittorio di Umbertide ha organizzato un evento per insegnare ai bambini i valori della legalità, prendendo come esempio le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L'iniziativa ha visto la partecipazione di magistrati e funzionari che hanno condiviso esperienze e riflessioni.
Incontro sulla legalità alla scuola Di Vittorio
Gli studenti della scuola primaria Di Vittorio di Umbertide hanno avuto l'opportunità di conoscere meglio Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questo incontro si è svolto attraverso testimonianze dirette e momenti di dialogo. L'obiettivo era dimostrare che la legalità non è un concetto astratto. È un valore concreto da applicare quotidianamente. Si manifesta con piccoli gesti, senso civico e comportamenti responsabili.
L'evento, intitolato «Educare alla legalità: conoscere Falcone e Borsellino per diventare cittadini responsabili», ha concluso un percorso di educazione civica. Questo percorso era stato promosso dalle classi quinte in occasione della Giornata della legalità. La scuola ha definito l'iniziativa «un'importante occasione di crescita e riflessione per i più giovani». È stata pensata per avvicinare gli alunni ai valori della legalità. Si è puntato sul rispetto delle regole, la responsabilità civile e l'impegno quotidiano come cittadini consapevoli.
Testimonianze di magistrati e funzionari
Dopo i saluti iniziali della dirigente scolastica Raffaella Reali, sono intervenuti diversi ospiti. Tra questi, il sindaco di Umbertide, Luca Carizia. Ha partecipato anche Antonina Sabatino, magistrato che ha lavorato a Palermo negli anni più difficili della lotta alla mafia. Ha operato al fianco di Falcone e Borsellino. Presente anche Davide Lupo, magistrato ordinario in tirocinio presso il Tribunale di Perugia. Infine, Marianna Moneti, funzionario del Servizio sociale presso l'Ufficio per i minorenni di Perugia.
La scuola ha riferito che ci sono stati momenti di grande commozione. Questo è avvenuto durante il racconto del magistrato Nina Sabatino. La magistrata ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come «persone normalissime che hanno cercato soltanto di fare il loro dovere». Ha aggiunto che «hanno portato le loro idee fino in fondo».
Ricordi di Falcone e Borsellino
Nel descrivere la quotidianità vissuta al fianco dei due magistrati, Sabatino ha dipinto un quadro vivido. Ha parlato di un «Giovanni molto timido e di un Paolo molto estroverso». Ha sottolineato come fossero «due caratteri opposti ma che andavano perfettamente d'accordo».
Durante l'incontro, è stato più volte evidenziato come la lotta alla mafia sia diventata più forte. Questo grazie al coraggio e al lavoro di magistrati come Falcone e Borsellino. Hanno dedicato la loro vita alla ricerca della giustizia e alla difesa della legalità. Il loro impegno, ha affermato Sabatino, «ha rappresentato una svolta importante nella lotta contro la criminalità organizzata».
Un monito per il futuro
La magistrata ha aggiunto un pensiero importante. «Insieme a loro non bisogna dimenticare anche tutte le altre persone che hanno perso la vita». Ha citato agenti della scorta, servitori dello Stato e cittadini innocenti. Hanno condiviso lo stesso destino. Il loro sacrificio, ha ricordato, «ci ricorda che la libertà e la giustizia hanno spesso richiesto un prezzo altissimo». La loro memoria deve continuare a essere un esempio per tutti.
La dirigente scolastica Raffaella Reali ha ribadito il valore dell'iniziativa. «L’evento promosso dalla nostra scuola primaria Di Vittorio rappresenta un’importante occasione di crescita e formazione». Ha definito l'iniziativa «di grande valore educativo e sociale». Ha evidenziato l'impegno della scuola nel valorizzare le nuove generazioni. Questo avviene attraverso la diffusione dei principi di legalità, consapevolezza civica e rispetto delle istituzioni. Questi sono pilastri essenziali per costruire il futuro della nostra comunità.