Condividi

Un vigile del fuoco descrive il suo disperato tentativo di salvare tre giovani travolti dalla piena del fiume Natisone. Le condizioni estreme e la rapidità dell'evento hanno reso vano ogni sforzo.

Il coraggio di un eroe in azione

Alex Hlede, vigile del fuoco, ha condiviso la sua straziante esperienza. Si è legato e ha salutato i suoi figli prima di tuffarsi nel fiume Natisone. Il suo obiettivo era salvare i tre giovani travolti dalla corrente. L'incidente è avvenuto il 31 maggio 2024. I ragazzi si trovavano sotto il Ponte Romano di Premariacco, vicino a Udine. Patrizia Cormos, Bianca Doros e Cristian Molnar sono le vittime di questa tragedia.

Hlede ha parlato durante un'udienza a Udine. Il processo riguarda la morte dei tre giovani. Ha descritto la forza della corrente. Tronchi e rami gli passavano accanto. Le condizioni erano critiche, mai viste in trent'anni di servizio. Nonostante tutto, nutriva la speranza di raggiungere i ragazzi. La sua voce si è rotta per l'emozione mentre raccontava.

Condizioni estreme e speranze infrante

Il vigile del fuoco ha proseguito il suo racconto. Era immerso nell'acqua gelida. Le sue forze cominciavano a diminuire. Si è girato e ha intravisto i tre giovani. La scena lo ha pietrificato. Ha capito in quel momento che non sarebbe riuscito a raggiungerli. L'acqua arrivava fino al bacino dei ragazzi. L'innalzamento del livello del fiume è stato incredibilmente rapido. Hlede era l'unico autorizzato a entrare in acqua in quelle circostanze estreme. Ha tentato un salvataggio d'emergenza, raggiungendo la sponda.

Il racconto evidenzia la rapidità con cui la situazione è precipitata. La piena del Natisone ha rappresentato un pericolo immenso. La testimonianza di Hlede sottolinea la sua dedizione e il suo coraggio. Ha messo a rischio la propria vita nel tentativo di salvare altre vite. La sua descrizione delle condizioni ambientali è drammatica. Ha descritto una furia dell'acqua senza precedenti.

Le accuse nel processo

Nel procedimento giudiziario sono imputati quattro professionisti. Tre vigili del fuoco e un infermiere della Sores sono accusati di omicidio colposo. L'accusa principale riguarda la mancata attivazione immediata dell'elisoccorso Sores. Si contesta l'invio dell'elicottero Drago da Venezia. Questo mezzo, data la distanza, non sarebbe arrivato in tempo utile. Sono state contestate anche le modalità di comunicazione tra le sale operative. L'operatore Sores avrebbe dovuto usare una linea di emergenza dedicata. Questa linea attiva una sirena alla base degli elicotteri. Invece, è stata utilizzata una linea telefonica ordinaria.

Le indagini si concentrano sui tempi di reazione e sulle procedure seguite. La scelta dei mezzi di soccorso e la comunicazione tra enti sono al centro del dibattimento. L'obiettivo è chiarire le responsabilità per la tragica perdita dei tre giovani. La testimonianza del vigile del fuoco Alex Hlede fornisce un quadro vivido degli eventi sul campo. Descrive la disperazione e la difficoltà del momento.

Domande frequenti

Perché il vigile del fuoco si è buttato nel fiume?

Il vigile del fuoco Alex Hlede si è tuffato nel fiume Natisone nel tentativo di salvare tre giovani travolti dalla piena. Era l'unico abilitato a intervenire in quelle condizioni estreme.

Quali sono le accuse nel processo per la morte dei tre giovani?

Nel processo sono imputati tre vigili del fuoco e un infermiere della Sores per omicidio colposo. Le accuse riguardano presunte negligenze nell'attivazione dei soccorsi, in particolare dell'elisoccorso, e nelle comunicazioni tra le sale operative.