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Il festival "Vicino/Lontano" a Udine inaugura con due anteprime focalizzate sul concetto di "respiro". Gli eventi esplorano temi attuali come Gaza e la memoria del terremoto del '76.

Il tema del respiro anima l'apertura

Il festival culturale "vicino/lontano" giunge alla sua dodicesima edizione. L'evento prenderà il via con due anteprime esclusive. Entrambi gli appuntamenti sono fissati per lunedì 4 maggio. Il tema centrale che guiderà questa edizione è il concetto di "respiro". Questa parola verrà esplorata nelle sue molteplici sfaccettature.

Gaza al centro del dibattito serale

In serata, alle ore 21, la chiesa di San Francesco ospiterà un evento speciale. Questo luogo è considerato la sede principale degli appuntamenti più significativi del festival. L'incontro riprende il filo del Premio Terzani 2025. Questo premio era dedicato ai giornalisti caduti a Gaza. Andrà in scena "Specchi. Gaza e noi". Si tratta di un dialogo teatrale. È stato scritto e sarà interpretato dalla saggista e giornalista Paola Caridi. Accanto a lei, lo storico dell'arte Tomaso Montanari. La performance vedrà anche la partecipazione di Nabil Bey Salmeh. Quest'ultimo è cantautore, giornalista e scrittore. L'evento è prodotto dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

Gli organizzatori spiegano che "Specchi" è un dialogo profondo. Si concentra "sul male, sulla cura". Gaza viene descritta come un luogo di male illimitato. Rappresenta anche la dissoluzione dell'Europa. È una bancarotta morale per l'Occidente. Tuttavia, viene anche vista come un luogo dove ritrovare l'umanità. È uno spazio per riscoprire la responsabilità politica. Potrebbe persino offrire tracce di spiritualità. "Gaza è il nostro specchio", affermano gli organizzatori. La scenografia di questo dialogo sarà arricchita dalle immagini di Marco Sauro.

Memoria del sisma del '76 in anteprima

Sempre il 4 maggio, alle ore 18, nella medesima chiesa di San Francesco, si terrà un altro evento. L'intellettuale Angelo Floramo interverrà per commemorare il 50° anniversario del terremoto del 1976. Floramo dialogherà con la giornalista Maria Luisa Colledani. Presenterà in anteprima il suo libro-memoir. Il titolo è "L'estate indiana del '76". L'opera è pubblicata da Bottega Errante. Nel volume, Floramo narra i giorni del terremoto. Li racconta attraverso gli occhi di un bambino. All'epoca, non aveva ancora compiuto dieci anni. Viveva in un contesto di orrore e favola. La paura si mescolava all'avventura. Operai jugoslavi e militari canadesi apparivano come figure misteriose. Si muovevano tra le macerie durante la notte.

Questi due eventi di apertura offriranno spunti di riflessione significativi. Affronteranno temi di grande attualità e di profonda rilevanza storica. Il festival "vicino/lontano" si conferma un appuntamento culturale di primo piano. Promuove il dialogo e la memoria attraverso diverse forme artistiche. La scelta del tema "respiro" promette un'edizione ricca di sfumature. Invita il pubblico a connettersi con questioni universali.

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