Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, ha commemorato il 25 aprile, collegando le recenti dichiarazioni di Donald Trump a un pericoloso rischio di guerra. Ha sottolineato l'importanza della Resistenza come fondamento dell'Italia antifascista e democratica.
Sindaco di Udine: Trump evoca rischio guerra
Le parole di Donald Trump, definite dal Papa come un «delirio di onnipotenza», ricordano oggi un potenziale uso spregiudicato della violenza bellica. Lo ha affermato il primo cittadino di Udine, Alberto Felice De Toni. Il suo intervento è avvenuto durante la celebrazione del 25 aprile. La cerimonia è iniziata con un corteo partito da piazza Primo Maggio. Erano presenti gonfaloni comunali e labari di associazioni combattentistiche. Anche rappresentanti istituzionali e numerosi cittadini hanno partecipato.
La marcia per la memoria e la pace
Il corteo si è concluso in piazzale XXVI Luglio. Lì si trova il monumento dedicato alla Resistenza. Tra i partecipanti spiccavano bandiere della pace. Erano presenti anche striscioni di «Pro Palestina Libera». Una delegazione del Comitato Pro Pal di Udine ha preso parte alla marcia. Il sindaco De Toni ha richiamato la storia di Udine. Nel 1922, Mussolini aveva dato impulso alla violenza fascista. Il 25 aprile, ha ricordato, ci impone di non dimenticare. Da quella violenza sono scaturiti dittatura, persecuzioni, guerra e morte. La Resistenza, ha aggiunto, rappresentò la scelta di un popolo. Un popolo che optò per la libertà e la dignità.
Antifascismo fondamento dell'Italia
Contrapporre antifascismo e libertà significa distorcere la storia. Così ha concluso il suo intervento il sindaco De Toni. La nostra Costituzione affonda le sue radici nella Resistenza. La scuola italiana ha un carattere antifascista. Anche i Comuni e le Regioni operano secondo principi antifascisti. L'Italia, ha ribadito con forza, è un paese antifascista. Questo principio è un pilastro della nostra identità nazionale.
Interventi e riflessioni sulla Resistenza
Alla commemorazione sono intervenuti anche Miriam Tomada. Lei ha rappresentato gli studenti, portando la loro prospettiva. Emiliano Giareghi ha parlato a nome della Confederazione CGIL CISL UIL. Nell'orazione ufficiale, il professor Andrea Zannini, docente dell'Università di Udine, ha criticato l'idea di una Resistenza frammentata. Ha definito tale interpretazione un falso storico. Contro ogni forma di sovranismo illiberale, ha affermato Zannini, l'Europa è fondamentale. È anzi indispensabile per il futuro. Accanto al tricolore italiano, ha sottolineato, deve sventolare la bandiera europea. Quest'ultima rappresenta il più grande progetto democratico e sociale del continente.