Condividi

L'industria udinese ha visto una timida ripresa nel primo trimestre 2026, con un leggero aumento della produzione. Tuttavia, i livelli rimangono inferiori rispetto all'anno precedente, influenzati da fattori internazionali e dall'aumento dei costi energetici.

Andamento produzione industriale a Udine

L'attività produttiva nella provincia di Udine ha mostrato un lieve incremento nel primo trimestre del 2026. Questo dato si confronta con la fine del 2025. L'aumento congiunturale è stato dello 0,6%. La dinamica tendenziale, invece, rimane leggermente negativa. Si registra infatti un calo dello 0,2% rispetto al primo trimestre del 2025.

Questo andamento segue un precedente rafforzamento. Nel quarto trimestre del 2025, la produzione aveva registrato un incremento più marcato. Si parlava di un +1,5% sia congiunturale che tendenziale. Il quadro attuale indica quindi una ripresa ancora fragile.

Fattori internazionali e costi energetici

Le tensioni geopolitiche internazionali hanno pesato sull'economia. Il conflitto in Iran ha avuto conseguenze significative. Il prezzo del petrolio Brent è salito notevolmente. È passato da 60 a 108 dollari al barile. Anche il gas naturale TTF ha visto un aumento. Il costo è passato da circa 38 a 50 euro per MWh.

A questi fattori si aggiunge l'incremento dei costi di trasporto. Le difficoltà nel traffico marittimo nel Golfo Persico hanno complicato la logistica. Molte aziende manifatturiere hanno reagito in anticipo. Hanno anticipato la produzione e aumentato le scorte di materie prime. Questo ha creato un temporaneo picco produttivo preventivo all'inizio del 2026.

Le imprese stanno accelerando gli investimenti. L'obiettivo è raggiungere l'autonomia energetica. Si punta anche all'efficientamento dei consumi. La digitalizzazione dei processi produttivi è un'altra priorità. Questi investimenti mirano a rafforzare la competitività futura.

Dinamiche settoriali e commerciali

L'andamento dell'industria non è uniforme tra i diversi settori. La siderurgia mostra una dinamica positiva. Si registra un +2,3% congiunturale e un +1,5% tendenziale. La meccanica, invece, è in debolezza. Segna un -1,2% congiunturale e un -1,1% tendenziale.

Anche i settori del legno-arredo e alimentare registrano flessioni. Il legno-arredo perde il 2,7% congiunturale e il 2,2% tendenziale. L'alimentare registra un -3,0% congiunturale, ma un +1,2% tendenziale.

Particolarmente difficile è la situazione per i materiali da costruzione. Si osserva un calo del 19% congiunturale e del 9% tendenziale. Il settore della gomma-plastica presenta invece dati positivi. Si parla di un +1% congiunturale e un +3,0% tendenziale.

Sul fronte commerciale, il fatturato nel primo trimestre 2026 mostra un incremento contenuto. Si parla di un +0,5% congiunturale. Tuttavia, si registra una flessione del 2,4% rispetto al primo trimestre del 2025. Gli ordinativi mostrano un miglioramento. Si attestano a +3,8% congiunturale e +2,9% tendenziale. Il grado di utilizzo degli impianti è cresciuto. È passato dal 76,2% al 77,8% nel trimestre.

Mercato del lavoro e prospettive

Il mercato del lavoro mostra una lieve crescita congiunturale dell'occupazione. Si registra un +0,4%. La maggior parte delle aziende è ottimista per il futuro. Il 57% prevede un aumento della produzione. Il 40% attende stabilità. Solo una piccola percentuale, tra il 3% e il 4%, ipotizza una flessione.

Tuttavia, l'inflazione in Italia è in aumento. I mercati si attendono un rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE. Questo potrebbe influenzare ulteriormente la dinamica economica.

Il commento di Luigino Pozzo

Il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, ha commentato la situazione. Ha sottolineato la capacità di adattamento e resilienza dell'industria friulana. Ha però evidenziato la forte esposizione allo scenario internazionale. Anche i costi energetici e la domanda europea rimangono fattori critici. Pozzo ha ribadito la solidità della base industriale del Friuli. Questa è proiettata sui mercati esteri. La chiave del successo, secondo il presidente, è trasferire l'innovazione nei processi produttivi. È fondamentale anche formare le risorse umane necessarie per implementarla nelle imprese.