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Il Gip di Udine si prenderà tre mesi per decidere sull'indagine per presunta corruzione elettorale che vede coinvolti il sindaco e altri esponenti politici. L'inchiesta è partita da un esposto sulla nomina di una figura chiave.

Indagine su presunta corruzione elettorale a Udine

Una delicata indagine per presunta corruzione elettorale è in corso a Udine. Il giudice per le indagini preliminari (Gip) si è preso un periodo di riflessione. La sua decisione finale è attesa entro i prossimi tre mesi. Questa fase preliminare si è conclusa con la riserva del magistrato. La notizia è stata diffusa dal Messaggero Veneto online.

L'inchiesta mira a fare luce su possibili illeciti legati al voto. Le indagini sono partite in seguito a un esposto presentato da alcuni consiglieri. L'oggetto della segnalazione riguarda una specifica nomina all'interno di un ente pubblico. Questa nomina avrebbe sollevato dubbi sulla regolarità del processo.

Coinvolti sindaco e consiglieri comunali

Al centro delle attenzioni investigative vi sono figure di spicco della politica locale. Tra gli indagati figura il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni. È coinvolto anche il consigliere comunale Stefano Salmè. La posizione della moglie di quest'ultimo, Daniela Perissutti, è anch'essa oggetto di accertamenti.

La recente udienza preliminare, durata circa mezz'ora, ha visto la presentazione delle diverse posizioni. I legali delle parti hanno esposto le proprie argomentazioni al giudice. L'esito di questo incontro è ora nelle mani del Gip, che dovrà valutare attentamente gli elementi presentati.

Richieste di archiviazione e opposizioni

L'avvocato Maurizio Miculan, che rappresenta i consiglieri comunali di centrodestra firmatari dell'esposto, ha sostenuto con forza la presenza di elementi concreti. Secondo la sua tesi, sussistono le basi per un'accusa formale di corruzione elettorale. La sua opposizione è stata presentata contro una precedente richiesta di archiviazione.

Dall'altra parte, i legali degli indagati hanno chiesto l'archiviazione del caso. L'avvocato Luca Ponti, difensore del sindaco De Toni, e l'avvocato Giovanni Tarragoni, che assiste Salmè, hanno presentato istanza per chiudere l'indagine. Hanno argomentato che non vi sarebbero sufficienti prove per procedere ulteriormente.

Il percorso dell'indagine

Il Gip ha ora un margine di tre mesi per prendere la sua decisione. Le opzioni a sua disposizione sono diverse. Potrebbe decidere di archiviare il caso, ritenendo infondate le accuse. In alternativa, potrebbe richiedere ulteriori indagini per approfondire alcuni aspetti. Infine, ha la facoltà di disporre un'imputazione coatta, obbligando la Procura a procedere con l'azione penale.

L'indagine ha preso avvio da un esposto presentato dai consiglieri di opposizione. Il punto focale è stata la nomina di Daniela Perissutti alla carica di vicepresidentessa di Arriva Udine. Questa nomina ha destato sospetti sulla possibile sussistenza di scambi di favori o pressioni indebite in cambio di sostegno elettorale. Una prima richiesta di archiviazione era già stata respinta dal Gip, indicando la serietà delle questioni sollevate.