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Cinque evasori scoperti a Udine gestivano un mercato parallelo di auto usate. Hanno movimentato circa 1,5 milioni di euro in contanti, evitando il fisco e percependo indebitamente contributi pubblici.

Scoperta rete di vendita auto usate senza traccia

Un sistema di compravendita di veicoli di seconda mano è stato smascherato. Operava completamente fuori dal controllo fiscale. La Guardia di finanza di Udine ha portato alla luce questa attività sommersa. Annunci online e incontri diretti senza lasciare alcuna traccia erano la norma. Il denaro passava esclusivamente in contanti. Non esistevano sedi fisiche né fatture. L'intero meccanismo sfuggiva a ogni forma di tracciabilità.

Le transazioni avvenivano senza intermediari. Venditori e acquirenti si incontravano in luoghi non specificati. Dopo un'ispezione del veicolo, si concludeva l'accordo. Il pagamento avveniva in contanti. Ogni singola trattativa era isolata. Non vi era alcun legame con concessionari o attività commerciali ufficiali.

Questo modus operandi, protrattosi per circa cinque anni, ha generato volumi d'affari considerevoli. Si stima siano avvenute circa un centinaio di compravendite. I prezzi variavano notevolmente. Coprivano sia utilitarie che veicoli di lusso.

Milioni di euro movimentati e tasse evase

L'indagine ha identificato cinque soggetti completamente evasori. Questi operavano senza dichiarare alcun reddito. Le autorità sono riuscite a recuperare oltre 600.000 euro per la tassazione. Parallelamente, sette persone sono state denunciate. Hanno percepito indebitamente fondi pubblici. Circa 100.000 euro di questi contributi sono stati bloccati.

Complessivamente, le operazioni ricostruite hanno fatto emergere circa 1,5 milioni di euro. Queste somme sono state movimentate in contanti. Tutto ciò è avvenuto al di fuori di qualsiasi controllo. L'assenza di dichiarazioni fiscali ha creato un paradosso. Chi guadagnava in nero risultava formalmente senza reddito. Ciò permetteva l'accesso a benefici statali.

L'indagine ha rivelato l'esistenza di questi redditi occulti. Questo ha portato a contestazioni e al blocco delle erogazioni. Le persone coinvolte, pur operando in provincia di Udine, non sono originarie del Friuli.

Sanzioni anche per gli acquirenti

Le conseguenze legali non hanno riguardato solo chi vendeva. Anche numerosi acquirenti sono stati sanzionati. Chi ha effettuato pagamenti in contanti oltre i limiti di legge è stato segnalato. Questo vale indipendentemente dalla suddivisione del pagamento in più rate. Se il valore totale del veicolo superava la soglia consentita, la violazione era comunque accertata.

L'attività investigativa si è estesa su un lungo periodo. Le indagini si sono svolte tra il 2023 e il 2025. Ci sono stati ulteriori sviluppi anche nel 2026. Il comandante del reparto della Guardia di finanza di Palmanova ha definito il lavoro «lungo». Ha sottolineato la capacità del sistema sommerso di muovere ingenti somme senza lasciare tracce.

Le indagini e il sistema sommerso

L'indagine ha seguito due direttrici principali. Da un lato, l'aspetto fiscale, riguardante chi operava completamente in nero. Dall'altro, quello penale, legato alla percezione illecita di sussidi. I due filoni investigativi non sono completamente sovrapponibili. Tuttavia, presentano punti di contatto significativi. Alcuni soggetti indagati compaiono in entrambi i contesti.

L'assenza di redditi dichiarati ha aperto la porta a un'ulteriore problematica. Chi operava nell'illegalità fiscale risultava formalmente privo di entrate. Questo consentiva l'accesso a sussidi pubblici. Solo grazie all'inchiesta è emerso che tali redditi esistevano realmente. Da qui sono scaturite le contestazioni e il conseguente blocco delle erogazioni.

Le conseguenze non si sono limitate ai venditori. Anche diversi acquirenti hanno subito sanzioni. Chi ha pagato in contanti superando i limiti imposti dalla legge è stato segnalato. La violazione scattava anche se il pagamento era stato frazionato. Se il valore complessivo dell'auto eccedeva la soglia legale, la contravvenzione era inevitabile.